Trattamento con idrossiapatite di calcio per ringiovanire il volto

idrossiapatite di calcio per il ringiovanimento del volto

L’idrossiapatite di calcio è una delle molecole più versatili e innovative nel campo della medicina estetica non invasiva.

Con il contributo del Dott. Dario Martusciello

Il volto è la parte del corpo nella quale i segni del tempo si vedono di più, e prima. Essendo una parte del corpo esposta, il tessuto cutaneo risente sia degli effetti del cronoaging, ossia l’invecchiamento cutaneo legato ai cambiamenti metabolici che caratterizzano l’età che avanza, e sia del fotoaging, termine con il quale ci si riferisce all’invecchiamento dovuto principalmente all’esposizione cronica ai raggi UV. L’esposizione al sole, o più in generale ai raggi UVA e UVB, nel tempo favorisce la distruzione del collagene, la formazione delle rughe e in più aumenta nell’organismo la produzione di radicali liberi.

Le rughe che caratterizzano il fotoaging sono le cosiddette rughe attiniche o “da tramatura cutanea”: la pelle appare come sgualcita, assume un aspetto simile alla pergamena. Per avere un’idea immediata, pensiamo alla pelle di una persona che ha lavorato sempre all’aria aperta, esponendosi sempre al sole, ad esempio in campagna o in mare aperto. Quel tipo di rughe sono, per intenderci, quelle caratteristiche del fotoaging.

Per quanto riguarda invece i radicali liberi, rappresentano delle molecole prodotte naturalmente dall’organismo che sono però chimicamente estremamente instabili e reattive. Quando si accumulano, possono invecchiare le cellule e creare danni al loro DNA; infatti non a caso sono considerati tra i principali responsabili dell’invecchiamento cutaneo. Quante volte, di una crema anti-age, sentiamo dire “ha un’azione diretta contro i radicali liberi?”. In sintesi si parla di una crema ricca di molecole antiossidanti, che hanno come proprietà proprio quella di neutralizzare i radicali.

Se dal fotoaging ci si può provare a difendere proteggendo la pelle con prodotti cosmetici adatti a schermare il proprio fototipo di pelle dai raggi UV, poco si può fare invece per contrastare il cronoaging.

Parliamo dell’invecchiamento cellulare legato all’età, che si traduce in una serie di cambiamenti che subisce il tessuto cutaneo causati principalmente dalla diminuzione delle riserve di collagene nel derma. Quest’ultimo rappresenta il tessuto connettivo dell’epidermide, il quale svolge per la stessa un’importante funzione di nutrimento e sostegno. Il collagene forma infatti insieme all’elastina, un’altra proteina fibrosa, una rete solida e stabile che costituisce una sorta di “impalcatura” per l’epidermide, mantenendone compattezza ed elasticità. All’interno di questa rete si insinua una matrice gelatinosa formata da acqua e acido ialuronico, la quale ha la funzione principale di mantenere volumi e tonicità.

L’organismo inizia a rallentare la produzione di collagene a partire già dai 25 anni di età, ma gli effetti iniziano a diventare evidenti intorno ai 30, ma più in particolare dopo i 35 anni. All’inizio compaiono le rughe di espressione, poi si assiste ad un aumento della lassità cutanea con “svuotamento” dei volumi e conseguente perdita dell’ovale del volto, aspetto che si evidenzia in particolare nel terzo inferiore.

La medicina estetica ha messo a punto dei trattamenti iniettivi mini invasivi per contrastare i segni del tempo ed attenuarne gli inestetismi. Una delle molecole più all’avanguardia e più versatili è l’idrossiapatite di calcio, che agisce stimolando la produzione di collagene. I Centri Medici di Eccellenza Radiesse® propongono il trattamento sotto forma di microsfere, che formano nel derma una struttura che fornisce stimoli meccanici ai fibroblasti per la sintesi fisiologica di nuovo collagene.

Invecchiamento del volto: come cambiano linee e volumi con l’avanzare dell’età

Intorno ai 30 anni iniziano a fissarsi le rughe di espressione, rappresentante da tutte quelle rughette che si formano dai movimenti dei muscoli mimici del volto. Esse comprendono ad esempio le rughe frontali o “del pensatore”, disposte orizzontalmente sulla fronte e che si formano quando siamo concentrati o pensierosi; la ruga glabellare, ossia quella verticale tra le due sopracciglia e tipica di un’espressione corrucciata, o ancora le cosiddette “zampe di gallina”, rughette che si formano agli angoli degli occhi quando li strizziamo o quando ridiamo.

Più in là invece, intorno ai 40, oltre alle rughe inizia a comparire dapprima una lassità cutanea con il tessuto che perder progressivamente compattezza ed elasticità e tende a scivolare verso il basso. Sempre a quest’età iniziano in genere ad essere evidenti anche le rughe attiniche, quelle più legate al fotoaging o comunque più genericamente ad un accumulo di radicali liberi.

Intorno ai 50 anni inizia invece ad essere più marcato lo “svuotamento” dei volumi del volto, che insieme al cedimento del tessuto porta ad una perdita della definizione delle linee che definiscono l’ovale del volto, in particolare nel terzo inferiore, ossia la parte che va dal naso alla linea del mento. I punti nei quali questo effetto è più marcato sono zigomi, guance e linea mandibolare. Quest’ultima, definita anche la “jawline” nell’uomo, è uno degli inestetismi legati all’invecchiamento che spingono anche il sesso maschile a ricorrere alla medicina estetica: la perdita della “jawline” infatti, viene vista dall’uomo come una perdita di mascolinità.

Ringiovanire il volto con l’idrossiapatite di calcio: il trattamento dei Centri Medici di Eccellenza Radiesse®

Come funziona il trattamento: Dopo un accurato studio della fisionomia e dei punti focali del viso del paziente, vengono effettuate delle micro-iniezioni di filler mirate a:

  • Armonizzare ed equilibrare l’ovale del volto
  • Ripristinare i volumi di zigomi, guance per un effetto “contouring naturale”
  • Distendere le rughe naso-labiali
  • Ridefinire l’angolo mandibolare
  • Effettuare una mentoplastica “liquida”
  • Migliorare la qualità e la luminosità del volto.

A chi è rivolto: Questa tipologia di trattamento è indicato per uomini e donne di qualsiasi età, che abbiamo subito in volto gli effetti di stress, dimagrimenti repentini, stanchezza, età che avanza. Infatti l’idrossiapatite calcica è un minerale biocompatibile che per la sua capacità di trasformazione in poche settimane, in un tappetto naturale di collagene, assume un duplice ruolo: di bio-filler e di rigeneratore dell’impalcatura della pelle, dando tono, compattezza e luminosità alla cute.

Eventuali rischi e controindicazioni: I rischi di questo bio-filler sono tendenzialmente più bassi degli altri filler facente parte della famiglia dei filler volumizzanti. Ma un filler così versatile e duraturo nel tempo, implica una curva di apprendimento da parte del professionista abbastanza lunga. L’utilizzo improprio del materiale in zone o con modalità non corrette, può esporre il paziente a una superficializzazione del materiale e a un rossore permanente. Inoltre il non avere un “antidoto” come l’enzima anti-acido ialuronico che si chiama appunto ialuronidasi, implica che il progetto estetico concordato con la paziente, sia chiaro e condiviso.

 

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