Come riparare ai danni del sole sulla pelle

danni sulla pelle da fotoaging

L’esposizione cronica al sole favorisce nel tempo l’invecchiamento cutaneo da fotoaging Come fare per prevenire il più possibile i danni del sole? E come riparare?

Con il contributo della Dott.ssa Gabriella Gentili

Il sole ha innumerevoli effetti benefici sul nostro corpo: tra le varie cose ad esempio migliora l’umore, rinforza le ossa e il sistema immunitario, perché stimola la produzione di serotonina e di vitamina D. Anche chi proprio non ama le temperature torride estive, certamente non potrà negare che l’allungamento delle giornate e il numero maggiore di ore di luce non abbia un effetto benefico sul proprio umore (magari con le temperature più miti primaverili o autunnali!).

Esporci al sole quindi è indubbiamente importante per il nostro benessere, ma d’altra parte sappiamo anche che il sole favorisce l’invecchiamento della pelle. Più quindi il tempo passa, più andiamo avanti con l’età, e più prestiamo attenzione all’esposizione solare. Non dovremmo però iniziare solo quando vediamo chiaramente comparire le prime rughe e gli altri segni dell’invecchiamento, ma dovremmo (o avremmo dovuto!) farlo sempre, anche a vent’anni. 

Oggi c’è forse una consapevolezza diversa tra le ragazze, complici internet e i social dai quali si riescono a tirare fuori moltissime informazioni, anche da fonti autorevoli. Se pensiamo però alle generazioni precedenti, certo è che a vent’anni la crema solare la utilizzavano in spiaggia solo le persone con un fototipo di pelle particolarmente chiara. La crema protettiva serviva per non scottarsi, punto. Non era così chiara la consapevolezza che in realtà proteggere la pelle significava prevenire i danni da fotoaging, ossia quel processo di invecchiamento le cui cause sono da attribuire all’azione dei raggi UVA e UVB che compongono la radiazione solare.

I danni del sole sulla pelle si dovrebbero quindi il più possibile prevenire, ma per quanto possibile si possono anche riparare. Attualmente la medicina estetica ha messo a punto dei protocolli di trattamento mini invasivi che permettono di rigenerare il tessuto cutaneo attraverso delle tecniche di biostimolazione, e come conseguenza eliminare o attenuare moltissimo i segni dell’invecchiamento sulla pelle del viso e delle mani, anche quelli derivanti dal fotoaging.

Una delle formulazioni più innovative è quella a base di idrossiapatite di calcio, utilizzata nei trattamenti filler sotto forma di microsfere. L’idrossiapatite di calcio stimola meccanicamente i fibroblasti del derma a produrre nuovo collagene, la proteina principale della struttura della pelle, la cui concentrazione diminuisce fisiologicamente con l’età.

Stimolare la produzione di collagene ha un effetto biorivitalizzante sulle cellule del derma, che si traduce in una rigenerazione del tessuto cutaneo: i solchi più o meno grandi delle rughe si appianano, e la pelle torna ad essere più liscia, compatta ed elastica.

I trattamenti filler a base di idrossiapatite di calcio vengono eseguiti con successo sia sul viso che sulle mani, altra zona del corpo nella quale si manifestano in maniera significativa gli effetti da fotoaging.

Danni del sole sulla pelle: i segni del fotoaging sul viso

Gli effetti del fotoaging sulla pelle sono principalmente una maggiore secchezza (sensazione della pelle “che tira”) accompagnata da rughe particolari, chiamate attiniche oppure da tramatura cutanea.

Per capire quali sono queste tipologie di rughe, pensiamo alla pelle di una persona abbastanza in là con gli anni che nella propria vita ha lavorato prevalentemente all’aria aperta. Le rughe attiniche sono quelle che danno alla pelle un aspetto che ricorda quello di un foglio di carta sgualcito, oppure quello di una pergamena (non a caso, le chiamiamo rughe da tramatura cutanea).

Le rughe da fotoaging sul viso si manifestano principalmente nelle zone del contorno occhi, intorno alle labbra, al centro delle sopracciglia, sul collo e su décolleté. La pelle perde tono ed elasticità ed appare più secca e desquamata. Oltre a questo, il sole può favorire la comparsa di macchie solari, lentiggini ed efelidi.

Danni del sole sulla pelle: i segni del fotoaging sulle mani

La secchezza provocata dal fotoaging deriva anche da una più massiccia degradazione dell’acido ialuronico, che avviene ad opera dei radicali liberi in eccesso, i quali vanno ad attivare la ialuronidasi che è proprio l’enzima che ha la funzione di degradare l’acido ialuronico.

L’acido ialuronico è indispensabile per l’idratazione della pelle, perché possiede una struttura in grado di legarsi a moltissime molecole di acqua, formando nel derma una matrice gelatinosa che dona alla pelle compattezza e volumi. I raggi UVA e UVB incrementano la produzione di radicali liberi da parte dell’organismo, i quali si accumulano in eccesso, perché le normali risorse dell’organismo non sono abbastanza per eliminarli efficacemente. I radicali liberi sono molecole chimiche molto reattive. Sono normalmente prodotte dall’organismo e altrettanto normalmente degradate, ma quando prodotte in eccesso si accumulano provocando danni alle nostre cellule e favorendo la degradazione dell’acido ialuronico, e quindi un’eccessiva secchezza della pelle.

Le mani sono, insieme al viso, la parte del corpo sempre esposta agli agenti esterni, tra i quali per l’appunto il sole. I segni del fotoaging sulle mani sono paradossalmente ancora più evidenti, anche solo perché non prestiamo certamente alle mani le stesse cure che prestiamo al viso. Quanti di noi applicano la crema protettiva solare anche sulle mani? In quanto ci dedichiamo, almeno una volta alla settimana, ad una skin care del dorso della mano? La pelle delle mani andrebbe curata così come quella del viso. 

I principali segni del fotoaging sulle mani sono certamente le rughe da tramatura cutanea, una maggiore secchezza del tessuto cutaneo, che appare subito ruvido al tatto, la desquamazione della cute, e la comparsa di macchie, quelle conosciute proprio come macchie da senescenza.

Riparare i danni del sole: protezione e skin care

Penserete che prevenire ormai è tardi, quando già sono comparsi i segni dell’invecchiamento della pelle. In realtà non è così, perché la prevenzione va fatta sempre. Certo, sarebbe stato meglio pensarci anche prima, ma se iniziamo a prenderci maggiore cura della nostra pelle otterremo comunque nel tempo dei benefici.

Ricordiamo quindi di proteggere sempre la pelle dal sole, in particolare viso, mani, collo e décolleté, che sono le zone nelle quali il tessuto cutaneo è più sottile e più sensibile, nonché quelle che sono sempre esposte al sole e ad altri potenziali fattori di stress esterni. La crema solare va scelta con un SPF adeguato in base al proprio fototipo di pelle, ma per queste zone più delicate è sempre meglio optare per un SPF leggermente più alto, anche se siamo un fototipo con pelle e occhi scuri.

La crema solare aiuta infatti anche a mantenere la pelle più idratata ed elastica. Dopo l’esposizione solare procediamo sempre con la nostra skin care giornaliera, applicando una crema idratante e nutriente, insieme ad un siero riparatore a base di acido ialuronico o collagene.

Riparare i danni del sole: la medicina estetica

In medicina estetica sono disponibili trattamenti filler che possono essere eseguiti sia sul viso e sia sul dorso delle mani. La bellezza andrebbe infatti curata a 360 gradi, perché un viso dalla pelle liscia e levigata non sarebbe in armonia con delle mani ruvide e rugose.

Una formulazione filler innovativa, versatile ed efficace è quella a base di microsfere di idrossiapatite di calcio immerse in una matrice di carbossimetilcellulosa. La matrice dà il classico effetto rimpolpante tipico di tutti i filler, per cui restituisce alla pelle volumi e compattezza. L’idrossiapatite di calcio stimola invece la produzione di collagene, e quindi una ristrutturazione profonda del tessuto cutaneo.

Il trattamento biostimolante a base di idrossiapatite di calcio, come sottolinea la Dott.ssa Gabriella Gentili, Centro Medico di Eccellenza Radiesse, agisce anche sulla qualità della pelle: “Oggi non parliamo solo di volumi e ridefinizione delle linee del volto, ma anche di skin quality: la cura della pelle è al centro del benessere del paziente di medicina estetica.”

Con questa tipologia di filler c’è un effetto ringiovanente per una parte immediato, ma che poi migliora nelle settimane successive, man mano che l’organismo produce nuovo collagene.

 

Contatta la Dott.ssa Gabriella Gentili