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Biostimolazione contro l’invecchiamento della pelle

 

Con il contributo della Dr.ssa Ginevra Migliori

L’invecchiamento cutaneo è un processo biologico naturale che coinvolge moltissimi fattori. La pelle invecchia perché con l’avanzare dell’età anagrafica molti processi metabolici implicati nel ricambio cellulare rallentano. In alcune persone i primi segni caratteristici, quali ad esempio le rughe di espressione, si manifestano più precocemente rispetto ad altre, a causa di fattori genetici che rendono la pelle meno elastica.  Continua a leggere

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Biostimolazione cutanea: aiutiamoci anche con una corretta alimentazione

I segni dell’invecchiamento sulla pelle sono principalmente i solchi formati dalle rughe e il cedimento del tessuto, che a sua volta è causa della perdita dell’ovale del volto, il che si evidenzia di più nel terzo inferiore, ossia quella parte del viso che si estende dal naso alla mandibola.

Si parla di “triangolo della giovinezza” e, al contrario, di “piramide della vecchiaia”. Un viso giovane è caratterizzato da zigomi alti e linea mandibolare a punta o comunque ben definita, mentre quando il viso è più “maturo” gli zigomi scivolano verso il basso e si perde la linea mandibolare che definisce l’ovale del volto, dando nel complesso un aspetto più stanco e, per l’appunto, invecchiato.  Continua a leggere

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Invecchiamento da fotoaging: come proteggere la pelle dal sole

Quando si parla di fotoaging ci si riferisce all’invecchiamento cutaneo causato dall’esposizione cronica al sole. Gli effetti sono particolarmente evidenti su tutte le parti scoperte, in primis viso, collo e décolleté, ma anche il dorso delle mani. Il fotoaging non è infatti una conseguenza solo della tintarella estiva, perché anche i raggi del sole che trapelano dalle nuvole durante la stagione invernale riescono a penetrare in profondità nella pelle. Continua a leggere

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Profile Beautification: correggere le disarmonie con i filler di nuova generazione

Le cause principali dell’invecchiamento del volto sono da imputare principalmente ad una sua involuzione volumetrica e ad una progressiva diminuzione della produzione di collagene ed elastina. La perdita del grasso profondo, la ptosi del grasso superficiale e la diminuzione dell’elasticità della pelle, sono i fattori che determinano il cedimento del volto e la perdita di definizione dei contorni del viso. Continua a leggere

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I segreti di uno stile di vita antiage per prevenire i segni dell’invecchiamento cutaneo

L’invecchiamento cutaneo è il risultato di un insieme di cambiamenti fisiologici che coinvolgono le cellule del nostro organismo e che portano alla comparsa dei caratteristici segni del tempo: rughe, secchezza cutanea, lassità e perdita di volumi.

Tutto questo non si può evitare: per quanta attenzione si possa prestare alla cura della pelle, l’invecchiamento è un qualcosa che parte dall’interno per cui prima o poi ne vedremo i segni, più o meno accentuati, ma comunque compariranno. Di sicuro, c’è anche un’altra cosa però: mantenere uno stile di vita sano aiuta a prevenire e attenuare l’invecchiamento cellulare, e di conseguenza anche i segni dell’invecchiamento cutaneo. Continua a leggere

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Idrossiapatite di calcio per ripristinare i volumi del volto

L’invecchiamento cutaneo è un processo che coinvolge tutti gli strati della pelle: epidermide, derma e ipoderma o tessuto connettivo sottocutaneo. L’epidermide è lo strato più esterno, che ha il compito principale di proteggere gli strati più interni dall’azione potenzialmente dannosa degli agenti esterni, e in più di trattenere l’acqua all’interno e quindi mantenere l’idratazione del tessuto.

Il derma è lo strato intermedio ed è un tessuto connettivo con funzioni di sostegno e riempimento. È qui, in realtà, che troviamo una delle molecole “chiave” dell’invecchiamento: il collageneIl collagene è una proteina fibrosa prodotta nel derma dai fibroblasti, cellule responsabili anche della sintesi dell’elastina. Quest’ultima forma insieme al collagene una rete solida e stabile, che migliora compattezza ed elasticità dell’epidermide. Ma perché il collagene ha un ruolo “chiave” nell’invecchiamento cutaneo? Il motivo sta nel fatto che i fibroblasti, man mano che si va avanti con l’età, ne producono sempre meno. Il rallentamento inizia già a partire dai 25 anni di età, ma i segni diventano più evidenti dopo i 30-35 anni, quando il collagene di nuova formazione inizia a non essere più sufficiente a rimpiazzare quello vecchio, che va invece incontro a degradazione. Questo porta inevitabilmente ad una perdita di compattezza ed elasticità dell’epidermide, con conseguente cedimento tissutale ed accentuazione delle rughe.

Si sente spesso parlare di “triangolo della bellezza” in contrapposizione alla “piramide della vecchiaia”: se ci pensiamo bene, è così che la forma del viso cambia con il tempo che passa. Il viso giovane ha infatti più l’aspetto di un triangolo, con zigomi alti e linea mandibolare bel definita. Il cedimento tissutale inizia proprio nella regione malare, quindi, a “scivolare” verso il basso sono prima di tutto zigomi e guance. Questo porta il volto a diventare più una piramide, proprio a causa della ptosi di zigomi e guance che porta a perdere anche la definizione della linea mandibolare.

Non sono quindi solo le rughe a segnare sul viso lo scorrere del tempo, ma anche la perdita dei volumi ed il cedimento dei tessuti, i quali contribuiscono a cambiare la forma del volto così come ad accentuare alcune rughe, come ad esempio le nasogeniene (quelle che si formano dal naso agli angoli delle labbra) che sono la diretta conseguenza dello svuotamento della regione malare.

Anche l’ipoderma ha un ruolo nel cedimento tissutale e nel cambiamento della forma del viso, perché con l’invecchiamento si assiste ad un riassorbimento del tessuto osseo e a una diminuzione dello spessore del pannicolo adiposo sottocutaneo.

La medicina estetica attualmente ha messo a punto trattamenti e molecole innovative per contrastare i segni del tempo. Si sta cercando di non arrivare alla chirurgia estetica del volto, ma piuttosto di promuovere un “well-aging” ossia un “invecchiare bene”. Il principio è quello secondo il quale uno stile di vita sano e corretto, insieme a trattamenti non invasivi o mini invasivi aiutano a rallentare i segni del tempo e a mantenere la bellezza della pelle e l’armonia dei volumi e delle linee del volto.

Cosa vuol dire invecchiare bene: la ricerca dell’armonia delle proporzioni

Negli ultimi anni, la richiesta di interventi chirurgici per il ringiovanimento del volto (i lifting tradizionali) sta diminuendo lasciando più spazio ai trattamenti di medicina estetica mini invasivi o non invasivi. Si vuole evitare sempre di più l’effetto “plastico” troppo innaturale, ma piuttosto si punta a ringiovanire il viso in modo naturale e mantenendo l’armonia delle proporzioni. 

Sempre più spesso i medici e chirurghi estetici si trovano a ricevere persone che vorrebbero migliorare il proprio aspetto ma allo stesso tempo rivelano una “paura del botulino” inteso come timore di perdere la propria naturale espressività, o magari di ritrovarsi con delle “labbra a canotto”. Questi risultati che spesso si ricercavano in passato oggi non sono assolutamente più di tendenza: quello che si chiede ad un trattamento di medicina estetica sono minore invasività possibile e naturalezza dei risultati.

Sulla base di questo sono stati messi a punto trattamenti sempre più innovativi e meno invasivi, come ad esempio gli ultrasuoni microfocalizzati sotto guida ecografica oppure filler con molecole non solo riempitive ma anche biostimolanti, come l’idrossiapatite di calcio. Il principio è quello di stimolare il fisiologico processo di produzione di nuovo collagene da parte dell’organismo, ai fini di sopperire a quel rallentamento al quale andiamo incontro con l’età.

Nel primo caso, con gli ultrasuoni microfocalizzati ecoguidati, si sfrutta l’azione del calore erogato in maniera precisa, in termini sia di intensità e sia di direzione. Il calore arriva al derma e stimola i fibroblasti a produrre collagene, migliorando nel tempo tono, compattezza ed elasticità della pelle. I risultati non sono visibili subito ma nelle settimane successive, proprio perché si deve dare tempo all’organismo di produrre nuovo collagene.

Nel ripristino dei volumi si sono invece rivelati molto efficaci i filler a base di idrossiapatite di calcio, una molecola innovativa e versatile. In particolare, i filler messi a punto dai Centri Medici di Eccellenza Radiesse sono a base di microsfere di idrossiapatite di calcio immerse in una matrice di gel di carbossicellulosa, utilizzato come veicolante. In questo caso, riusciamo ad ottenere un duplice effetto: da una parte il gel di carbossicellulosa dona un effetto riempimento immediato, dall’altra le microsfere di idrossiapatite di calcio lavorando fornendo ai fibroblasti uno stimolo meccanico a produrre nuovo collagene. Il risultato è quindi visibile sia subito dopo il trattamento in termini di ripristino dei volumi, e in più migliora nel tempo man mano che i fibroblasti producono nuovo collagene. Il tessuto cutaneo guadagna così anche in termini di miglioramento di elasticità e compattezza.

Non parliamo solo quindi di eliminazione delle rughe, ma anche del ripristino di linee e volumi, per cercare di riportare il più possibile la “piramide della vecchiaia” al “triangolo della giovinezza”.

Guarda la video-intervista della blogger Laura Boccucci beautysaver.it al Dr. Giorgio Astolfi, Centro Medico di Eccellenza Radiesse. Insieme hanno parlato di un trattamento combinato che da una parte lavora sulla qualità della pelle con una biostimolazione profonda, grazie l’utilizzo degli ultrasuoni microfocalizzati, e dall’altra lavora per ripristinare i volumi persi e agire sullo svuotamento di alcune zone del viso.

 

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Pelle più luminosa in primavera: i trattamenti dei Centri Medici di Eccellenza Radiesse

La primavera è il periodo ideale per ritrovare freschezza e luminosità della pelle. Nella stagione fredda il tessuto cutaneo è infatti più esposto a basse temperature, repentini sbalzi termici (ad esempio, quando si passa dall’esterno a un ambiente chiuso e caldo), al vento e ad altri agenti atmosferici tipicamente invernali, che possono danneggiare il film idrolipidico superficiale favorendo la disidratazione e la conseguente secchezza cutanea. Quando la pelle è più secca e disidratata perde più facilmente elasticità, e le rughe (sia d’espressione, che quelle più profonde delle pelli più adulte) diventano più accentuate ed evidenti. Continua a leggere

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Biostimolazione: cosa si intende e perché è così efficace nel ringiovanimento cutaneo

Attualmente in medicina estetica si parla molto di biostimolazione, quale trattamento per ottenere un ringiovanimento cutaneo naturale e armonioso. La tecnica rientra tra quelle iniettive, parliamo quindi di filler, ma con proprietà non solo riempitive, ma soprattutto biostimolanti. I filler, utilizzati da moltissimo tempo in medicina estetica, sono trattamenti “riempitivi”, eseguiti ai fini di ripristinare i volumi del volto persi con l’età. I filler restituiscono compattezza, elasticità e spessore alla pelle, contrastando i principali segni dell’età, quali rughe d’espressione, atrofia e cedimento del tessuto. Continua a leggere

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Trattamento con idrossiapatite di calcio per ringiovanire il volto

 

Con il contributo del Dott. Dario Martusciello.

Il volto è la parte del corpo nella quale i segni del tempo si vedono di più, e prima. Essendo una parte del corpo esposta, il tessuto cutaneo risente sia degli effetti del cronoaging, ossia l’invecchiamento cutaneo legato ai cambiamenti metabolici che caratterizzano l’età che avanza, e sia del fotoaging, termine con il quale ci si riferisce all’invecchiamento dovuto principalmente all’esposizione cronica ai raggi UV. L’esposizione al sole, o più in generale ai raggi UVA e UVB, nel tempo favorisce la distruzione del collagene, la formazione delle rughe e in più aumenta nell’organismo la produzione di radicali liberi. Continua a leggere

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Buoni propositi per il nuovo anno: migliorare la qualità e la cura della pelle

Tra i buoni propositi che si fanno per il nuovo anno c’è sempre qualcosa sul prendersi più cura di noi stessi. Sarà che si arriva alla fine dell’anno sempre più stanchi, dopo un periodo utilizzato per chiudere tanti impegni e nel quale quindi ci si è anche un po’ trascurati. In più, nel periodo natalizio magari ci si è anche rilassati dedicandosi un po’ di più alla tavola e al divano, accumulando anche quel paio di chiletti in più. Continua a leggere