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Gli effetti del freddo sulla pelle: perché in inverno è più secca e disidratata?

Nella stagione invernale spesso a fine giornata si può avvertire la fastidiosa sensazione di pelle che “tira”: le cause sono da attribuire agli effetti del freddo sulla pelle che, analogamente a quanto accade in estate con i raggi UV che sono più intensi e diretti, possono danneggiare il tessuto cutaneo, sia a livello superficiale, sia in profondità.

In superficie il freddo e gli sbalzi di temperatura contribuiscono a indebolire quello che è chiamato il film idrolipidico superficiale, uno strato formato da una componente idrofila e una lipidica che ricopre esternamente l’epidermide come una sorta di pellicola. Più in profondità, le basse temperature provocano vasocostrizione, il che si traduce in un minor apporto di ossigeno e nutrienti all’epidermide, che di conseguenza perde idratazione e luminosità.

Le parti del corpo più colpite dagli effetti del freddo sono naturalmente quelle più esposte, che nella stagione invernale sono essenzialmente il volto e le mani. Queste ultime sono quelle più visibilmente danneggiate: esse infatti presentano spesso anche screpolature e taglietti superficiali, dovuti sia agli effetti del freddo e sia a quelli degli sbalzi di temperatura. Le mani subiscono anche dei traumi meccanici dovuti sia all’utilizzo delle stesse per svolgere il normale compito di presa e sia allo sfregamento al quale le sottoponiamo ogni volta che le laviamo. C’è da aggiungere poi, che se per la fretta non le asciughiamo bene, secchezza e screpolature peggiorano.

Le mani sono anche quelle che più risentono degli sbalzi di temperatura, perché quando siamo infreddoliti la prima cosa che facciamo per scaldarci una volta rientrati in un ambiente chiuso è mettere le mani sul termosifone caldo o sotto il getto di acqua calda, il che provoca un trauma di natura termica che dà sollievo sul momento, ma che allo stesso tempo danneggia il film idrolipidico superficiale con le conseguenze che ne derivano.

Uno degli effetti più immediati ed evidenti dello sbalzo di temperatura sulla pelle è l’improvviso arrossamento della stessa, cosa che accade, ad esempio, quando dall’esterno entriamo in un locale caldo: quello che sentiamo è una sensazione di calore sulle guance, che poi si arrossano. L’effetto è legato alla vasodilatazione favorita dal caldo che porta ad un improvviso e intenso afflusso di sangue ai capillari superficiali, e da lì l’arrossamento della cute. Questo fenomeno, se da una parte rappresenta una risposta fisiologica dell’organismo al passaggio da un ambiente a bassa temperatura ad uno a più alta temperatura, con il tempo può portare a un indebolimento dei capillari e a condizioni come la couperose, dovuta proprio alla dilatazione dei capillari superficiali e che nel tempo può evolvere in infiammazioni più complesse, come la rosacea.

Gli effetti del freddo sulla pelle sono quindi principalmente: secchezza, disidratazione, screpolatura e perdita di luminositàLe cause sono essenzialmente due:

  1. Danneggiamento del film idrolipidico superficiale.
  2. Vasocostrizione e conseguente minor apporto di ossigeno e nutrienti all’epidermide.

Il film idrolipidico superficiale, chiamato anche mantello acido, è composto da una componente idrosolubile nota come NMF (Fattore Naturale di idratazione) e da una liposolubile, formata dal sebo e dai lipidi prodotti dai cheratinociti, il tipo di cellule più abbondanti presenti nell’epidermide. Esso riveste lo strato corneo, ossia la cute, che è lo strato più superficiale dell’epidermide. 

Tra le sue funzioni principali, una è quella di mantenere l’idratazione cutanea, grazie sia all’NMF, che ha proprietà umettanti, sia alla componente lipidica che invece controlla l’evaporazione dell’acqua dall’epidermide favorendo il mantenimento dell’idratazione profonda. La continuità del film idrolipidico superficiale è quindi importante proprio per permettere alla pelle di conservare un aspetto morbido ed idratato, e di conseguenza giovane, luminoso e fresco.

Il freddo provoca inoltre la vasocostrizione, il che si traduce in un temporaneo restringimento dei piccoli vasi (capillari) che apportano ossigeno e nutrienti all’epidermide. La pelle, non adeguatamente ossigenata e nutrita, perde in termini di luminosità ed elasticità e questo non fa altro che favorire l’invecchiamento cutaneo e la fissazione delle rughe di espressione. Come già descritto inoltre, passare da un ambiente freddo a uno caldo porta ad una improvvisa vasodilatazione, il che a lungo andare non fa altro che stressare meccanicamente ed indebolire i capillari con le conseguenze che ne derivano.

Gli effetti del freddo sulla pelle: come proteggerla

Per evitare che il freddo danneggi la pelle, è opportuno proteggerla anche in inverno così come si fa in estate. La crema giorno va sempre applicata, e deve avere comunque un fattore di protezione dai raggi UV (che sono presenti anche in inverno!). Componenti indispensabili nelle creme viso sono anche le molecole idratanti (come ad esempio l’acido ialuronico), la vitamina C (indispensabile per la produzione di collagene, la proteina base del derma), nonché una componente grassa che aiuta a mantenere l’integrità del film idrolipidico superficiale. Per le mani sono molto efficaci le creme che contengono grassi naturali di origine vegetale, come ad esempio, il burro di karité, l’olio di mandorle o quello di Argan: screpolature, taglietti e secchezza sono da ricondurre per lo più al danneggiamento dello strato idrolipidico superficiale, che quindi deve essere ripristinato.

Oltre alle creme, è importante proteggere la pelle anche fisicamente con i classici cappelli, sciarpe e guanti. In particolare nelle giornate con molto vento, occorre fare attenzione a ridurre al minimo le porzioni di pelle esposte agli agenti atmosferici. Questo aiuta anche a ridurre l’effetto degli sbalzi di temperatura, perché, anche passando dall’esterno ad un ambiente chiuso e caldo, la porzione di pelle protetta si trova più a caldo per cui si riduce l’intensità della vasodilatazione.

Ultima, ma non per importanza, l’alimentazione: nutrire la pelle dall’interno è indispensabile per combattere il freddo. Nutrienti che non devono mancare sono le vitamine A, C ed E: le troviamo in latticini, frutta e verdura fresche di stagione, frutta secca e oleosa, olio extravergine di oliva.

Migliorare la qualità della pelle e restituire luminosità al volto: i trattamenti dei Centri Medici Radiesse®

I Centri Medici di Eccellenza Radiesse® propongono trattamenti a base di idrossiapatite di calcio, molecola versatile e innovativa. La formulazione in microsfere forma nel derma una struttura che stimola i fibroblasti a produrre nuovo collagene. 

Il collagene è la proteina più abbondante del derma, la quale, insieme all’elastina, forma una struttura di sostegno per l’epidermide, mantenendone tonicità, elasticità e compattezza. Il tempo che passa e la cronica esposizione ad agenti atmosferici, porta ad una progressiva deplezione delle riserve di collagene nell’organismo, dovuta sia ad un rallentamento della produzione dello stesso e sia ad un aumento della degradazione. 

L’idrossiapatite di calcio in microsfere, stimolando la produzione di nuovo collagene, aiuta l’organismo a ripristinarne le normali riserve migliorando la qualità della pelle e restituendo così una nuova luminosità al volto. I risultati sono naturali ed armonici, ed hanno la caratteristica peculiare di migliorare nel tempo perché si va a stimolare un processo metabolico fisiologico. 

Oltre ad essere molto versatile (il trattamento dà ottimi risultati sia sul viso e sia sul dorso delle mani), l’idrossiapatite di calcio è anche una molecola molto ben tollerata in quanto le microsfere vengono riassorbite ed eliminate fisiologicamente dall’organismo.

 

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Centri Medici di Eccellenza Radiesse®: idrossiapatite di calcio per il ringiovanimento cutaneo

 

Con il contributo del Dott. Giulio Maria Maggi.

 
I segni dell’invecchiamento cutaneo iniziano a comparire in genere intorno ai 40 anni, e sono il risultato di due componenti note come cronoaging e fotoaging. Con il termine cronoaging ci si riferisce a quei processi metabolici che cambiano con l’avanzare dell’età anagrafica. Per fotoaging, si intendono, invece, tutti quei segni che sono legati principalmente all’esposizione cronica al sole o più in generale ai raggi UV.

La molecola chiave nel cronoaging è senza dubbio il collagene, proteina presente in abbondanza nel derma dove, legandosi all’elastina, forma una rete stabile e solida che sostiene l’epidermide, mantenendola tonica e compatta. All’interno della rete di collagene ed elastina si inserisce una matrice gelatinosa formata da acido ialuronico, un disaccaride capace di legarsi a moltissime molecole di acqua e per questo responsabile del mantenimento dei volumi e della morbidezza della pelle stessa.

Intorno ai 25 anni di età, l’organismo inizia a rallentare in modo progressivo la produzione di collagene, causando nel tempo una deplezione delle riserve presenti: le vecchie fibre non riescono più a essere efficacemente sostituite da quelle di nuova formazione. Quale diretta conseguenza, iniziano a comparire i principali segni del cronoaging: rughe, perdita dei volumi, lassità cutanea.

Al cronoaging si uniscono poi i segni del fotoaging: anche l’esposizione cronica ai raggi UV altera l’attività dei fibroblasti, cellule responsabili della produzione di collagene nel derma. Oltre a questo, aumenta la produzione di radicali liberi da parte dell’organismo. Questi ultimi sono molecole particolarmente reattive, che quando si accumulano, possono danneggiare il DNA delle cellule, per cui sono anch’essi implicati in quella serie di alterazioni nei processi metabolici che favoriscono l’invecchiamento.

Da tutto questo si evince quanto sia importante il collagene nel processo di ringiovanimento cutaneo. Non a caso, i trattamenti più attuali e innovativi nel campo della medicina estetica puntano proprio a stimolare il processo fisiologico di sintesi del collagene, in modo tale da ripristinarne le riserve normali e ringiovanire il tessuto cutaneo in modo naturale e armonico.

Le tendenze attuali di medicina estetica stanno andando sempre di più verso trattamenti non invasivi o mini invasivi, con il fine di ottenere un miglioramento dell’aspetto e un ringiovanimento della cute, senza dover necessariamente ricorrere al bisturi. Questo metodo ha un duplice vantaggio: da una parte, elimina i rischi e i tempi di convalescenza legati a un qualsiasi intervento chirurgico, compreso il lifting, e dall’altra, permette di ottenere dei risultati più naturali e armonici per quanto riguarda texture della pelle, volumi e lineamenti.

In questo contesto, i Centri Medici di Eccellenza Radiesse® propongono un filler iniettabile utilizzando un prodotto a base di idrossiapatite di calcio, una molecola biocompatibile e versatile in grado di stimolare nel derma l’attività dei fibroblasti, e quindi la produzione di nuovo collagene.

Quali sono i principali segni dell’invecchiamento cutaneo

I primi segni che si notano e che si associano direttamente all’invecchiamento della pelle sono senz’altro le rughe. Al contempo però, ci sono segni un po’ meno percettibili, ma che comunque iniziano a essere presenti: primo tra tutti, un aumento della secchezza della cute dovuto principalmente a un indebolimento dello strato più superficiale dell’epidermide, che diventa più sottile e in quanto tale, fa più fatica a trattenere acqua all’interno. La pelle di conseguenza è più predisposta a disidratarsi, e la secchezza ne è la diretta conseguenza.

Le prime rughe a comparire sono, invece, quelle definite di espressione, perché sono quelle legate ai movimenti compiuti dai muscoli mimici del volto. Ridere, ad esempio, fa comparire delle rughe agli angoli della bocca e intorno agli occhi (le cosiddette “zampe di gallina”); quando, invece, si assume un’espressione concentrata, si tende a corrugare la fronte, e appaiono le “rughe del pensatore”, ossia dei solchi orizzontali sulla fronte, e talvolta un solco tra le sopracciglia.

Successivamente, in genere intorno ai 40 anni, iniziano a mostrarsi, oltre alle rughe, altri segni dell’invecchiamento, quali lassità cutanea, perdita di volume e compattezza, così come di tonicità della pelle, che poi con gli anni tenderanno ad accentuarsi.

Più in là con l’età, invece, compaiono anche le rughe attiniche, che sono quelle legate invece agli effetti del fotoaging, che danno alla pelle un aspetto sgualcito, definito anche a “pergamena”.

Come sottolinea il Dott. Giulio Maria Maggi: “Se gli occhi sono lo specchio dell’anima, le mani sono inevitabilmente l’oracolo dell’età; sono una delle aree dove maggiormente si evidenzia l’assottigliamento dell’epidermide. Questo avviene poiché evidenziano marcatamente le strutture sottostanti quali i tendini e il reticolo venoso.
Grazie al trattamento Radiesse® già dopo soli 15 giorni dalla prima applicazione inizia la ricostruzione e e la riorganizzazione degli strati dell’epidermide che appaiono più trofici grazie all’aumento dell’idratazione profonda e la stimolazione della produzione del neocollagene.

I risultati sono naturali e migliorano nel tempo, perché quello che viene stimolato è un processo biologico “normale” dell’organismo. Anche il principio attivo del filler è ampiamente tollerato, perché le microsfere di idrossiapatite di calcio vengono riassorbite ed eliminate fisiologicamente dall’organismo. 

Prima e dopo

La richiesta di questi trattamenti è in continua ascesa. Sempre più donne si rivolgono allo specialista per contrastare gli inestetismi che emergono con l’avanzare degli anni, con il desiderio di tornare ad avere una pelle non solo giovane e luminosa, ma anche morbida ed elastica, piacevole al contatto di una stretta di mano.

Ringiovanire il tessuto cutaneo: filler a base di idrossiapatite di calcio

I Centri Medici di Eccellenza Radiesse® propongono un trattamento innovativo a base di microsfere di idrossiapatite di calcio completamente riassorbibile perché biocompatibile e degradato dai macrofagi dell’organismo.

L’idrossiapatite di calcio è una molecola innovativa, versatile e multifunzionale: agisce stimolando il processo di sintesi fisiologico di nuovo collagene, perché attraverso le microsfere forma una struttura nel derma che fornisce stimoli meccanici ai fibroblasti per produrre nuovo collagene ed elastina.

Sotto forma di filler iniettivo, le microsfere di idrossiapatite di calcio aiutano a risollevare la pelle, ripristinare i volumi e attenuare le rughe, dando un effetto ringiovanente naturale al tessuto. Questa molecola aiuta a contrastare gli effetti del tempo perché contribuisce a ripristinare le fisiologiche riserve di collagene ed elastina che diminuiscono progressivamente con l’età.

Il trattamento può essere eseguito, oltre che sul dorso delle mani, anche su viso, collo e décolleté.

“L’applicazione avviene mediante delle microcannule, utilizzate nei Centri Medici di Eccellenza Radiesse® per il trattamento iniettivo, che hanno la particolarità di avere un apice arrotondato e non aghi, il che aumenta di molto il confort per il paziente che dichiara non essere un trattamento doloroso, oltre ad avere il vantaggio di aiutare il medico nell’impianto poiché con la punta arrotondata, sotto la spinta dell’avanzamento, allontana i vasi ed i nervi che si incontrano tra i tessuti.”

Il trattamento è quindi mini invasivo. Al termine della seduta, si può tornare subito a svolgere le normali attività, seguendo le prescrizioni e le raccomandazioni del medico.

Il trattamento è sicuro e approvato dall’FDA, ma va eseguito solo in centri medici autorizzati.

Ridefinire linee e volumi del volto maschile

Radiesse® per ridefinire linee e volumi del volto maschile

Quando si parla di medicina estetica ci si rivolge di solito alle donne. Negli ultimi anni, invece, sono in aumento gli uomini che hanno deciso di sottoporsi ad un “ritocchino”. I trattamenti più richiesti partono da quelli più semplici, come l’epilazione laser, a quelli più complessi, quali la liposuzione, la ginecomastia, la rinoplastica, la blefaroplastica o il lifting viso.

I motivi che spingono un uomo a chiedere un “ritocchino” sono esattamente gli stessi che muovono una donna. L’attenzione al proprio aspetto fisico sta crescendo sempre di più, sia tra i ragazzi più giovani, che negli uomini più adulti. Molto probabilmente a causa del maggiore utilizzo dei social network, dove si posta la propria immagine cercando il proprio profilo perfetto. È così che si notano tutti i propri difetti, e pian piano si fa strada il desiderio di correggerli.

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rigenerare la pelle dopo l'estate

Rigenerare la pelle in profondità dopo l’estate

Quando si parla di invecchiamento cutaneo si utilizzano spesso i termini “cronoaging” e “fotoaging”, che si riferiscono in effetti ai due principali meccanismi che descrivono quei cambiamenti nel metabolismo che portano alla comparsa dei segni caratteristici: rughe, secchezza della pelle, perdita dei volumi e cedimento del tessuto verso il basso.
Il cronoaging identifica il processo d’invecchiamento legato all’età che avanza. Per meglio capire quali sono le cause, i meccanismi e le conseguenze di questo tipo di invecchiamento è utile saperne di più sulla struttura del tessuto cutaneo.
La pelle è formata principalmente da 3 strati:

  1. Epidermide
  2. Derma
  3. Ipoderma o tessuto connettivo sottocutaneo.

L’epidermide è lo strato più esterno e ha principalmente funzioni protettive. È attraverso l’epidermide che avviene poi la termoregolazione, ossia il mantenimento della temperatura corporea attraverso la traspirazione. La pelle è rivestita inoltre da uno strato idrolipidico, il cosiddetto film idrolipidico superficiale, che permette di mantenere l’idratazione cutanea e nello stesso tempo protegge la pelle dall’azione degli agenti esterni. Agenti atmosferici, come il freddo o il vento, o anche gli sbalzi termici o i raggi UV, possono, ad esempio, danneggiare la continuità del film idrolipidico superficiale, ed è questo uno dei motivi per il quale la pelle appare più secca quando non viene protetta adeguatamente con i cosmetici giusti.

Il derma è il tessuto connettivo dell’epidermide e ha funzioni di sostegno e di riempimento. È nelle proteine del derma che si ritrova la “chiave” del cronoaging, perché in questo strato si trovano il collagene e l’elastina, due proteine fibrose che si intersecano formando una rete stabile, che dà allo stesso tempo sostegno ed elasticità al tessuto cutaneo. Sempre nel derma troviamo un disaccaride, l’acido ialuronico. Questa molecola è responsabile del mantenimento dell’idratazione profonda, perché la sua struttura gli permette di legare tantissime molecole di acqua, formando una matrice gelatinosa che si inserisce all’interno della rete di collagene ed elastina dando volume e morbidezza alla pelle.

Quando si parla invece di ipoderma o tessuto connettivo sottocutaneo, ci si riferisce al tessuto muscolare che si articola con la struttura ossea e al pannicolo adiposo sottocutaneo.
Con l’avanzare dell’età in ognuno di questi strati si verificano dei cambiamenti, che portano come risultato la comparsa dei segni tipici dell’invecchiamento. È proprio questo che si descrive con il termine cronoaging.

Cronoaging: quali meccanismi determinano l’invecchiamento della pelle legato all’età

Collagene ed elastina sono molecole prodotte normalmente dall’organismo. A partire dai 25 anni di età, inizia gradualmente un rallentamento della produzione delle stesse, che porta nel tempo ad avere concentrazioni insufficienti a supportare in maniera efficace le funzioni di sostegno ed elasticità dell’epidermide.
Questo porta inevitabilmente alla comparsa di segni, quali la presenza e l’accentuazione delle rughe, la perdita dei volumi e il cedimento del tessuto cutaneo verso il basso, con conseguente perdita dell’ovale del volto. Questi segni non compaiono subito, ma solitamente iniziano a essere evidenti dopo i 35 anni.
Successivamente, in età più adulta, si assiste anche a un assottigliamento dell’epidermide e a un riassorbimento osseo, che portano rispettivamente a una perdita progressiva di idratazione e compattezza cutanea e a una perdita delle linee del viso.
Questi cambiamenti sono ovviamente visibili sia negli uomini e sia nelle donne. Negli uomini si perde la cosiddetta “jawline”, ovvero il contorno mandibolare. Anche nella donna è il terzo inferiore del volto a essere coinvolto e, in questo caso, gli aspetti più evidenti sono il cedimento degli zigomi e la comparsa del “doppio mento”, dovuto proprio al rilassamento del tessuto.

Fotoaging: quali sono le cause e i segni caratteristici

Con il termine fotoaging si intendono i danni provocati sulla pelle dalla cronica esposizione al sole, le cui radiazioni sono costituite da raggi UV, nello specifico UVA e UVB.
I raggi UVB sono quelli che determinano abbronzatura, scottature ed eritemi. Sono raggi che arrivano in tutta la loro energia solo nel periodo estivo, perché non sono in grado di attraversare le nuvole, tanto che essi costituiscono solo il 5% della radiazione solare in grado di raggiungere la terra.
I raggi UVA sono, invece, a più bassa energia, ma hanno un più alto potere penetrante, tanto che riescono ad arrivare facilmente al derma, dove possono provocare alterazioni più a lungo termine. Parliamo, ad esempio, di intolleranze solari, macchie, tumori della pelle, nonché fotoaging e comparsa di rughe.
Le rughe caratteristiche del fotoaging prendono il nome di rughe attiniche e danno alla pelle un aspetto “a pergamena” o “sgualcito”. Per farsi un’idea, basti pensare all’aspetto del viso di un uomo che ha lavorato per tanti anni all’aria aperta, ad esempio un pescatore, o un contadino. È quella la tipica ruga da foto invecchiamento.
Le rughe attiniche compaiono in genere più in là con l’età, ma sono quelle i cui solchi sono più profondi e, in generale, più difficili da trattare. Per evitare i danni da fotoaging, la cosa più importante è la prevenzione.

Prevenire l’invecchiamento della pelle: alimentazione e cosmetici adatti

Per prevenire l’invecchiamento cutaneo si può agire su diversi fronti, ma l’ideale è affrontare il problema sia dall’esterno che dall’interno. Dall’esterno, con attenzioni e cosmetici adatti. Se parliamo di cronoaging, è importante scegliere delle creme adatte alla propria pelle e alla propria fascia d’età, affidandosi a professionisti esperti. Non preoccupatevi se a 30 anni vi propongono una crema cosiddetta “anti-age”: se vi trovate di fronte un professionista serio e preparato, il prodotto che vi starà consigliando è adatto, indipendentemente dal nome o dall’aggettivo che riporta la confezione.
Per prevenire, invece, gli effetti del fotoaging, è importante che la crema giorno abbia un fattore protettivo adatto. Non basta infatti proteggersi solo durante l’esposizione al sole, perché lì siamo maggiormente esposti ai raggi UVB, ma bisogna tener conto del fatto che i raggi UVA riescono anche ad attraversare le nuvole, per cui riescono a raggiungere il derma anche in inverno.
Quindi, protezione solare specifica in estate durante l’esposizione al sole, ma crema giorno con fattore protettivo adeguato sempre, durante tutto l’anno.
I raggi UV contribuiscono all’invecchiamento anche perché stimolano nell’organismo la produzione di radicali liberi, molecole molto reattive che possono danneggiare il DNA cellulare e favorire l’invecchiamento.
Oltre che con cosmetici ad azione antiossidante, contenenti, ad esempio, sostanze naturali, come l’uva rossa o la vitamina C in generale, si può agire sulla prevenzione dell’invecchiamento anche attraverso l’alimentazione.
La dieta ideale dovrebbe comprendere cinque porzioni di frutta e verdura al giorno, scegliendo esclusivamente quella di stagione (perché più ricca in vitamine) e variando i colori, perché ogni colore ha delle proprietà.

Radiesse®: il trattamento per ridefinire volumi e linee del volto

Attualmente la medicina estetica offre una vasta gamma di trattamenti mini invasivi e personalizzabili. Parliamo di trattamenti iniettabili a base di sostanze naturali, biocompatibili e, in quanto tali, naturalmente riassorbibili da parte dell’organismo.
I Centri Medici di Eccellenza Radiesse® hanno messo a punto una linea di filler a base di idrossiapatite di calcio, una sostanza in grado di stimolare i fibroblasti nel derma a produrre collagene, ripristinandone le riserve che, altrimenti, non sarebbero sufficienti perché l’organismo ne ha rallentato la produzione.

Sull’idrossiapatite di calcio alla base dei trattamenti Radiesse®, il Dott. Samer  Al Jabout sottolinea: “Sostanza biocompatibile, sicura e completamente riassorbibile, essa consente alla pelle non soltanto di idratarla (concetto di biorivitalizzazione cutanea) ma anche di ridensificarla permettendo di creare nuovo collagene intrinseco. Quando iniettate sotto la pelle, le microsfere di idrossiapatite di calcio agiscono come una struttura di supporto che riempie le rughe. Oltre a questa capacità di riempimento, nel tempo i benefici continuano perché l’idrossiapatite di calcio stimola il corpo a produrre nuovo collagene.”

Il risultato che si ottiene da questo tipo di trattamento è assolutamente naturale e armonico, perché non si fa altro che stimolare un processo metabolico naturale.
I trattamenti vengono eseguiti soltanto nei Centri Medici di Eccellenza Radiesse®.

idrossiapatite di calcio

Centri Medici di Eccellenza Radiesse®: idrossiapatite di calcio per ringiovanire il viso

L’invecchiamento cutaneo è un processo fisiologico inevitabile, ma non si manifesta per tutti allo stesso modo. Ci sono persone geneticamente più predisposte, nelle quali i segni possono comparire più precocemente. In altre invece, complici il tipo di pelle o la forma del viso, la comparsa di rughe, cedimento cutaneo e altri segni tipici dell’invecchiamento tardano a farsi vedere.
In ogni caso, anche se non si può in alcun modo evitare l’invecchiamento del volto, quello che si può fare è cercare di ritardarlo il più possibile e attenuarne i segni attraverso una corretta alimentazione, skin care quotidiano e trattamenti di medicina estetica mini-invasivi.

Un’alimentazione ricca di frutta e verdura aiuta, ad esempio, a prevenire l’invecchiamento cellulare. Non che la pelle non invecchi, ma mantenendone il più possibile elasticità e compattezza, i segni tenderanno a manifestarsi in modo meno evidente. Frutta e verdura contengono vitamine, di cui molte ad azione antiossidante, ossia in grado di neutralizzare delle molecole conosciute come “radicali liberi”.

Se si ascoltano con attenzione anche le comuni pubblicità o promozioni delle creme per il viso, la frase “contrastano i radicali liberi” si sente abbastanza di frequente. Ma cosa sono questi radicali liberi? Non sono altro che molecole chimiche molto reattive, prodotte dall’organismo e altrettanto fisiologicamente smaltite, che però se e quando si accumulano sono capaci di danneggiare il DNA delle cellule, provocando alterazioni e mutazioni nelle stesse. Essi attivano inoltre la ialuronidasi, un enzima che degrada l’acido ialuronico, molecola importante per il mantenimento dei volumi e della morbidezza cutanea, caratteristiche tipiche della pelle giovane.

Gli antiossidanti contenuti in frutta e verdura di stagione aiutano l’organismo non tanto a eliminare, quanto a neutralizzare l’azione dei radicali liberi. Essi si legano infatti a queste molecole e si stabilizzano, in modo tale da non essere più capaci di agire sul DNA delle cellule, né di attivare la ialuronidasi.

Lo skin care quotidiano della pelle è molto importante per mantenerla giovane più a lungo. Ciò non evita l’invecchiamento cutaneo, ma se si presta attenzione a curare la pelle tutti i giorni, quei piccoli gesti possono contribuire a rendere la pelle più luminosa, elastica e compatta. Ad esempio, applicando un siero a base di acido ialuronico o collagene tutti i giorni, si vanno a riparare quotidianamente i piccoli danni derivanti da agenti atmosferici (freddo, vento, raggi UV) e dal normale processo di cronoaging, ossia l’invecchiamento fisiologico della pelle.

Se passiamo alla medicina estetica invece, vediamo che attualmente si stanno sviluppando trattamenti di ringiovanimento cutaneo sempre meno invasivi e più naturali. Il trend della medicina estetica attuale infatti, non è più quello di correggere il singolo difetto, come ad esempio appianare una ruga, ma è quello di agire a 360 gradi, per “accompagnare” il viso nel fisiologico processo di invecchiamento senza però mai farlo arrivare a “rivelare” la vera età anagrafica.
Questo può essere possibile solo attraverso trattamenti mini – invasivi, realizzati con sostanze naturali, biocompatibili e riassorbibili. Non si tratta di un unico intervento di chirurgia estetica che ringiovanisce il volto sì, ma che rischia di farne perdere l’autenticità, ma si tratta di piccoli interventi di medicina estetica, non invasivi o mini invasivi, che aiutano a ringiovanire la pelle del viso ma senza che esso perda la propria armonia e la propria naturale bellezza.

Invecchiamento cutaneo: quali sono le cause e i segni dell’età sul viso

La pelle è composta da tre strati:
1- Epidermide
2- Derma
3- Ipoderma o tessuto sottocutaneo.

L’epidermide è lo strato più superficiale, ha funzioni di rivestimento e protettive. Esternamente presenta uno strato idrolipidico che ha come compito principale quello di proteggere dall’azione degli agenti atmosferici e contribuire a trattenere acqua all’interno, in modo da mantenere uno strato di idratazione ottimale.

Il derma è il tessuto connettivo dell’epidermide, e ha funzioni di sostegno e riempimento. Costituito da una fitta rete di fibre collagene ed elastina, che fungono da “impalcatura” e da acido ialuronico, forma una matrice gelatinosa e mantiene volumi e morbidezza della pelle.

L’ipoderma è formato dal tessuto muscolare, strettamente ancorato alla struttura ossea e costituito nel volto principalmente dai muscoli mimici e dal tessuto adiposo sottocutaneo che ha la funzione prevalente di proteggere da stress meccanici.

Con il passare dell’età nell’organismo si verificano dei cambiamenti metabolici che influiscono sulla struttura della pelle. Nel derma diminuiscono le concentrazioni di collagene, elastina ed acido ialuronico, perché l’organismo rallenta la sintesi. L’epidermide subisce un assottigliamento, e di conseguenza fa più fatica a mantenere la normale idratazione. Il tessuto muscolare perde tonicità e anche la struttura ossea si modifica, perché inizia un processo di riassorbimento.
Questo porta alla comparsa dei principali segni dell’invecchiamento, che sono prevalentemente rughe e cedimento del tessuto, con conseguente perdita dei volumi e dell’ovale del volto.

Ringiovanire il viso: filler a base di idrossiapatite di calcio

L’idrossiapatite di calcio è una molecola innovativa, versatile e multifunzionale, che utilizzata come filler iniettivo aiuta a risollevare e sostenere la pelle in diversi distretti corporei, e dare quindi un effetto ringiovanente ripristinando i volumi e attenuando le rughe. Può essere usata sul viso, collo e décolleté, ma anche sul dorso delle mani che è una delle altre zone nelle quali i segni dell’invecchiamento sono particolarmente visibili.

L’idrossiapatite di calcio va a stimolare il fisiologico processo di sintesi di nuovo collagene, perché forma nel derma una struttura che stimola l’attività dei fibroblasti, le cellule deputate a produrre collagene ed elastina.
Questa molecola aiuta quindi a contrastare gli effetti del tempo, aiutando a sopperire quella naturale riduzione di collagene ed elastina i cui effetti iniziano a essere evidenti già intorno ai 40 anni. Viene utilizzata come trattamento filler, per cui con una metodica iniettiva mini-invasiva. Vengono in genere utilizzate microcannule con apice arrotondato e non aghi, il che aumenta il confort per il paziente.

I Centri Medici di Eccellenza Radiesse® hanno messo a punto un trattamento a base di microsfere di idrossiapatite di calcio, completamente riassorbibile perché degradato dai macrofagi dell’organismo.
Sono proprio queste microsfere a formare una struttura che stimola i fibroblasti a produrre collagene tramite stimoli meccanici. Collagene ed elastina formano così nel derma una rete ad alta viscosità che fornisce un supporto strutturale prolungato.

In termini di risultati, il filler Radiesse® aiuta la rigenerazione del tessuto, riattiva le strutture naturali della pelle indebolite dall’aging e ringiovanisce il viso in modo armonico e naturale, ripristinandone i volumi e ridefinendone i contorni.

Come afferma il Dott. Pier Paolo Rovatti, “non si parla più di volumi esagerati e visi gonfi, bensì di visi distesi, rassodati e tonificati. Per questa ragione, Radiesse® è sempre più utilizzato e studiato. Il grande progresso compiuto nelle formulazioni dei filler e nelle tecniche di iniezione – prosegue il Dott. Rovatti – è dovuto all’esigenza dei pazienti di ottenere forme di ringiovanimento assolutamente naturali e non invasive. Nessun paziente è ormai disposto a sospendere le proprie attività sociale e lavorative per affrontare trattamenti invasivi e dai lunghi tempi di recupero”.

Il trattamento è sicuro e approvato FDA, ma va eseguito solo nei Centri Medici di Eccellenza Radiesse®.

ringiovanimento delle mani

Ringiovanimento del dorso delle mani: rimedi naturali e trattamenti estetici

Ci sono parti del corpo che difficilmente riescono a mentire sull’età anagrafica: una di queste è senza dubbio il dorso delle mani. I principali segni dell’invecchiamento cutaneo che compaiono in quest’area sono disidratazione, rughe e screpolature.

Le mani sono sottoposte giornalmente a una serie di fattori stressogeni. Le utilizziamo per fare qualsiasi cosa, sia a casa e sia a lavoro, servono a sollevare e spostare cose, a scrivere su pc o smartphone, a svolgere le faccende domestiche. A volte, nel fare le pulizie, dimentichiamo di indossare i guanti, costringendo le mani a venire a contatto con detergenti che possono contenere sostanze sensibilizzanti o irritanti per la cute. Inoltre, laviamo spesso le mani, a volte sottoponendole a un notevole sbalzo termico, perché in estate sono calde e le mettiamo in acqua fredda per rinfrescarci, mentre nella stagione invernale facciamo il contrario.

Queste continue sollecitazioni, inevitabilmente, danneggiano l’integrità della cute, rendendola ancora più suscettibile all’azione degli stessi fattori stressogeni. Se a questo si uniscono i normali processi di cronoaging e fotoaging, è possibile che i segni dell’invecchiamento cutaneo si manifestino sul dorso delle mani ancor prima che sul volto.
Con il termine cronoaging, ci si riferisce ai segni e ai processi dell’invecchiamento legati all’età. Con il passare del tempo l’organismo tende progressivamente a rallentare la produzione di collagene, elastina e acido ialuronico, tre sostanze importanti per il mantenimento di struttura, elasticità e volumi dell’epidermide.
Collagene ed elastina si intrecciano, formando una vera a e propria “impalcatura” di sostegno, mentre l’acido ialuronico, legando a sé moltissime molecole di acqua, è responsabile del mantenimento dei volumi e dell’idratazione. Quando diminuisce la concentrazione di queste sostanze, iniziano a comparire i segni del cronoaging: comparsa di rughe, perdita di volumi ed elasticità cutanea, cedimenti della pelle verso il basso.

Per fotoaging si intende, invece, quel tipo di invecchiamento legato all’azione dei raggi UV, quindi derivante dall’esposizione al sole. Quanti di noi si preoccupano di applicare una crema con fattore protettivo adeguato anche sul dorso delle mani? Molto probabilmente, veramente in pochi. I raggi UV producono delle tipiche rughe, classificate come attiniche o da tramatura cutanea. Per evitare o ritardarne la comparsa, è opportuno applicare, almeno durante l’esposizione al sole, una crema con filtro adeguato anche sul dorso delle mani.
In ogni caso, per evitare che siano proprio le mani a rivelare la nostra età anagrafica, è importante riservare loro le stesse “coccole” quotidiane che riserviamo al volto, senza dimenticare che attualmente la medicina estetica ha reso disponibili dei trattamenti non invasivi, in grado di ringiovanire la pelle migliorandone la bellezza naturale e autentica.

Invecchiamento cutaneo del dorso delle mani: i rimedi naturali

I fattori stressogeni ai quali le mani sono sottoposte tutti i giorni contribuiscono a danneggiare l’integrità della cute. In particolare, quello che fanno è alterare il film idrolipidico superficiale, che altro non è che uno strato che protegge l’epidermide e che mantiene inalterata l’idratazione della pelle. Se esso viene in qualche modo danneggiato, l’epidermide inizia ad avere difficoltà a trattenere acqua al suo interno e la conseguenza più evidente è la perdita di idratazione cutanea. La pelle appare più secca, tende a “tirare”, ed è infatti questa sensazione che ci spinge ad applicare una crema per le mani.

Non a caso, le creme mani hanno generalmente una base lipidica: possono contenere ceramidi, oppure degli oli o dei burri naturali come l’olio di argan, o il burro di karité. Il principio secondo il quale agiscono è proprio quello di ripristinare il film idrolipidico superficiale, dando modo alla pelle di “riparare” i danni.
Lo stesso effetto protettivo si può ottenere da quelli che sono i classici “rimedi della nonna”: rimedi naturali, ottenibili da prodotti di uso comune che possono essere utilizzati per fare degli impacchi o delle vere e proprie maschere rigeneranti per il dorso delle mani.

Tra i rimedi naturali più utilizzati, troviamo:

  • Olio di oliva: massaggiare il dorso delle mani con olio di oliva e lasciare poi agire tutta la notte, indossando un paio di guanti. Al risveglio la pelle sarà notevolmente più liscia e morbida;
  • Tuorlo d’uovo: si può utilizzare il tuorlo d’uovo sbattuto per fare un impacco per le mani che dovrà essere lasciato agire per 15-20 minuti. È un ottimo rimedio per le mani screpolate;
  • Gel di aloe vera: è utile quando sulle mani si formano dei piccoli taglietti dovuti a secchezza e screpolature. Il gel di aloe vera disinfetta perché ha proprietà antisettiche e aiuta la pelle a rimarginare più in fretta. Se si ha a disposizione una pianta di aloe vera, la parte che andrà spalmata è quella gelatinosa che si trova internamente alla foglia;
  • Miele: mescolando il miele con un olio vegetale come quello di mandorla o di jojoba si può creare un impacco da usare come una vera e propria maschera rigenerante per le mani;
  • Patate: sono utili contro screpolature e irritazioni, in particolare quelle da freddo. La patata va lavata, sbucciata, grattugiata e mescolata a un olio, che può essere il classico olio di oliva o un olio di semi, successivamente la si applica sul dorso delle mani e la si lascia agire.

Invecchiamento cutaneo del dorso delle mani: i trattamenti di medicina estetica

In medicina estetica sono attualmente disponibili trattamenti iniettabili mini invasivi, applicabili con protocolli specifici per il ringiovanimento del dorso delle mani, nonché per i vari distretti del viso.
Il principio con il quale agiscono è quello di ripristinare i normali livelli di collagene, elastina e acido ialuronico, a livello del derma, in modo tale da poter sopperire a quel deficit legato alla progressiva minore produzione da parte dell’organismo.

I Centri Medici di Eccellenza Radiesse® hanno messo a punto una gamma di filler a base di microsfere di idrossiapatite di calcio che, stimolando i fibroblasti del derma a produrre collagene, elastina e acido ialuronico, aiutano a mantenere giovane la pelle, migliorandola in termini di elasticità e compattezza.
I risultati sono naturali e migliorano nel tempo, perché quello che viene stimolato è un processo biologico “normale” dell’organismo. Anche il principio attivo del filler è ampiamente tollerato, perché le microsfere di idrossiapatite di calcio vengono riassorbite ed eliminate fisiologicamente dall’organismo.

Come sottolinea il Dott. Giorgio Astolfi, Centro Medico di Eccellenza Radiesse®: “Il trattamento Radiesse® mani è una soluzione efficace e approvata FDA per l’idratazione profonda della cute. La seduta dura 30 minuti e non comporta tempi di recupero. Propongo questo tipo di trattamento a tutte quelle pazienti che hanno mani poco idratate e che col tempo diventano visibilmente “scheletrizzate”.

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fotoaging

Il sole e la pelle: le rughe e gli effetti del fotoaging

“Il sole invecchia la pelle”: quante volte abbiamo letto questa frase? Di sicuro parecchie, perché che i raggi UV siano parte delle cause dell’invecchiamento cutaneo è qualcosa di risaputo, ma soprattutto è scientificamente dimostrato.

Con il termine fotoinvecchiamento o fotoaging ci si riferisce proprio all’invecchiamento cutaneo causato dal danno cronico derivante dall’esposizione della pelle ai raggi solari, che può causare sia alterazioni a livello di DNA cellulare per azione dei radicali liberi, sia il danneggiamento del collagene con conseguente comparsa di rughe più profonde e lassità cutanea.

L’effetto del fotoaging si inizia a vedere a partire già dai 25 anni, ma si presenta a uno stadio più avanzato intorno ai 45 anni, per poi essere classificato in una forma severa dopo i 60 anni. Più il danno è a uno stadio successivo e meno facilmente è trattabile o meglio reversibile.

Prevenire la comparsa dei primi segni del fotoaging è possibile attraverso una buona alimentazione e un’attenta cura della pelle. Ovviamente prevenire non vuol dire che prima o poi le rughe non compariranno, ma si può provare a ritardarne la comparsa e a contrastarne la progressione negli anni.

La medicina estetica offre, inoltre, una vasta gamma di trattamenti iniettivi mini invasivi che aiutano a ripristinare il collagene e l’elasticità della pelle, andando a correggere le rughe e gli altri segni del fotoaging. Queste tecniche di ultima generazione sono state affinate per valorizzare la bellezza naturale, attenuando il difetto senza mai stravolgere i lineamenti del volto, in linea con i trend più attuali della medicina estetica. 

Esporsi al sole dà al nostro organismo moltissimi benefici: dall’aumento della produzione della vitamina D, indispensabile per la salute delle ossa, a quello della serotonina, l’ormone del buonumore. Il calore dei raggi solari ha inoltre un’azione miorilassante (rilassa il muscolo), il che è un ottimo aiuto in caso di contratture. Ma, allo stesso tempo, i raggi UV sono causa di fotoaging e, di conseguenza, la pelle invecchia. Per capire come meglio sfruttare i benefici dei raggi solari e avere il minimo danno, è utile conoscere quali sono i meccanismi coinvolti nel nostro organismo e quali i segni principali ai quali dobbiamo prestare attenzione.

Gli effetti del sole sulla pelle: i meccanismi del fotoaging

I raggi ultravioletti favoriscono l’invecchiamento cutaneo principalmente attraverso due meccanismi:

  1. Produzione di radicali liberi, con conseguente danno al DNA e invecchiamento cellulare;
  2. Danneggiamento delle fibre collagene nel derma, che porta invece a perdita di elasticità cutanea e formazione delle rughe.

I radicali liberi sono molecole normalmente prodotte dal nostro organismo, e altrettanto normalmente vengono neutralizzate. Quando però essi si accumulano, possono causare danni al DNA delle cellule, portando a invecchiamento cellulare e accumulo di mutazioni che nel tempo possono portare anche a favorire l’instaurarsi di patologie più severe.
L’esposizione ai raggi UV porta l’organismo a produrre più radicali liberi, e di conseguenza, è più probabile che si crei un accumulo degli stessi con relativo danno e invecchiamento cellulare.

Il collagene è la principale proteina del derma, il tessuto connettivo dell’epidermide. Il collagene forma una rete solida e stabile intrecciandosi con un’altra proteina chiamata elastina, fornendo all’epidermide sia sostegno che elasticità. Con l’età l’organismo produce quantità sempre minori di collagene, il che è una delle cause principali dell’invecchiamento fisiologico legato all’età, conosciuto anche come crono aging. I raggi UV che riescono a penetrare nel derma non fanno altro che alterare il processo di produzione del collagene, per cui favoriscono la comparsa precoce dei segni dell’invecchiamento: rughe, lassità cutanea, pelle ruvida, macchie cutanee. 

Se non si cura la pelle, sia dall’interno con una buona alimentazione, che dall’esterno con protezioni e creme adeguate, i segni del fotoaging iniziano a presentarsi già intorno ai 25 anni.

Più nello specifico, se si guarda alla progressione del fotoinvecchiamento cutaneo, si possono distinguere tre fasi:

  1. fotoaging lieve-moderato: è quello che si presenta tra i 25 e i 45 anni, ed è caratterizzato da pelle più ruvida al tatto e dalla comparsa delle rughe di espressione più tipiche, quali le frontali, glabellari, naso-geniene e perioculari;
  2. fotoaging avanzato: dai 45 ai 60 anni le rughe si accentuano e diventano medio profonde;
  3. fotoaging severo: dopo i 60 anni, oltre alle rughe, che sonno indubbiamente più profonde, diventa evidente anche la lassità cutanea. La pelle assume un aspetto “sgualcito” e si perde l’ovale del volto.

Curare la pelle aiuta a ritardare o comunque attenuare la comparsa di questi segni, così come aiuta un’alimentazione equilibrata, in primis ricca in frutta e verdura di stagione. Per prevenire l’invecchiamento sono ottimi anche pesce, ricco di acidi grassi omega 3, e frutta secca o semi oleosi.

Le vitamine hanno principalmente delle proprietà antiossidanti, per cui agiscono impedendo l’azione dei radicali liberi. La vitamina C, inoltre, è indispensabile per il processo di produzione di nuovo collagene.

La cura della pelle: come prevenire i danni del fotoaging

Per prevenire o ritardare gli effetti del fotoaging curare la pelle è molto importante. Dall’interno abbiamo visto come si possa agire con un’alimentazione sana ed equilibrata, senza mai dimenticare la regola basilare che è quella di bere molta acqua. L’acqua idrata la pelle e la aiuta a farle mantenere un aspetto più tonico e luminoso.

Prima di esporsi al sole è necessario applicare una crema solare con un fattore protettivo adatto al proprio fenotipo. Ma, anche se si esce in inverno, non bisogna dimenticare di applicare una crema idratante con un fattore protettivo dai raggi UV. Anche se i raggi sono meno perpendicolari e di conseguenza meno penetranti, i danni da fotoaging possono verificarsi lo stesso.

Centri Medici di Eccellenza Radiesse®: i trattamenti

I Centri Medici di Eccellenza Radiesse® hanno messo a punto dei protocolli che prevedono l’utilizzo di filler a base di idrossiapatite di calcio, che vanta 200 studi clinici e oltre 9 milioni di trattamenti eseguiti nel mondo.

L’idrossiapatite di calcio stimola i fibroblasti nel derma a produrre nuovo collagene, in grado di sostituire quello vecchio e/o danneggiato, restituendo alla pelle ed al viso tono e luminosità. Oltre a questo, i filler Radiesse® riescono a donare al viso un naturale effetto lifting, armonizzare l’ovale del volto, ripristinare i volumi e ringiovanire il dorso delle mani.

Come afferma il Dott. Michele Buratto “l’idrossiapatite di calcio ha realmente cambiato l’approccio al ringiovanimento e alla ristrutturazione volumetrica del viso, e rispetto ad altri filler ha un effetto non solo di “riempimento” ma anche di “distensione” e “stimolazione”, permettendo quindi di intervenire in modo ottimale su alcune linee di invecchiamento e su alcune rughe causate dal trascorrere del tempo e peggiorate dall’esposizione solare prolungata, dal fumo e dall’inquinamento.”

La gamma di prodotti comprende diversi filler, ed i protocolli sono personalizzati dal medico per ogni paziente. La sicurezza del trattamento è garantita dall’FDA, il rigido ente di controllo statunitense.

I risultati sono naturali, perché danno l’impressione di un ringiovanimento naturale, senza stravolgere i lineamenti né la bellezza autentica della persona.

I trattamenti Radiesse® può essere eseguito solo dai Centri Medici di riferimento.

Ringiovanimento dello sguardo

Trattamenti di medicina estetica non invasiva per ringiovanire lo sguardo

La zona intorno agli occhi è una delle parti più espressive del volto. Lo sguardo lascia trasparire molto di una persona, a partire dal carattere e dallo stato d’animo, per arrivare all’età anagrafica. I cambiamenti ai quali va incontro il tessuto cutaneo con il passare degli anni infatti, coinvolgono anche il contorno occhi.

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ginnastica facciale

Rughe d’espressione: come combatterle con gli esercizi di ginnastica facciale

Non è uno dei servizi compresi nell’abbonamento in palestra, ma si può fare comodamente da casa: la ginnastica facciale, una serie di esercizi che mettono in moto i muscoli del volto e del collo per prevenire la comparsa dei segni dell’invecchiamento, e regalare un aspetto naturalmente più tonico e luminoso.

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qualità della pelle

Centri Medici Radiesse®: trattamenti non invasivi per migliorare la qualità della pelle del viso

Quando parliamo di qualità della pelle del viso sono tanti gli aspetti che dobbiamo prendere in considerazione: idratazione, elasticità, tonicità, così come l’aspetto della grana e dei pori.

Tutti questi aspetti sono influenzati da fattori intrinseci e da fattori estrinseci
I primi sono peculiari di ogni individuo e comprendono la genetica e i processi metabolici interni dell’organismo. Le caratteristiche della pelle – pelle secca o grassa, più resistente o più sensibile, fototipo chiaro o scuro, ecc. – spesso si ereditano, quindi la genetica ha in questo caso un ruolo significativo.
I processi metabolici interni all’organismo sono quelli che determinano la produzione di tutte quelle proteine indispensabili al mantenimento della struttura e della qualità della pelle, rappresentate principalmente da collagene, elastina ed acido ialuronico.

Collagene ed elastina si organizzano in una rete di fibre che garantisce all’epidermide il sostegno e l’elasticità, mentre l’acido ialuronico forma una matrice gelatinosa legandosi a numerosissime molecole di acqua e dona alla pelle turgore, morbidezza e tonicità.

La presenza di una concentrazione ottimale di collagene, elastina ed acido ialuronico nel derma è indispensabile per mantenere una buona qualità della texture e della grana della pelle

Con l’avanzare dell’età, ad esempio, nell’organismo rallenta la produzione di queste preziose proteine, e questo porta inevitabilmente alla comparsa di tutti quei segni che caratterizzano l’invecchiamento cutaneo: parliamo delle rughe, così come della perdita progressiva di tono, idratazione, elasticità e compattezza.

Ultimo ma non per importanza, l’effetto negativo che ha sulla pelle il fumo di sigaretta. Oltre ad aumentare la produzione di radicali liberi nell’organismo, può restringere i capillari e quindi far arrivare alla pelle una minore quantità di ossigeno, rendendola più spenta in termini di colorito e luminosità.

Migliorare la qualità della pelle del viso: lo skin care quotidiano

Per migliorare la qualità della  pelle del viso è importante dedicare una parte della nostra giornata ad un corretto skin care. 

Le parole chiave sono detersione, idratazione e nutrimento. Nelle pelli più giovani, indicativamente fino ai 25-30 anni, possono bastare le prime due. Nelle pelli più adulte, o meglio dai 30-35 anni, è indispensabile anche il terzo step.

Iniziamo con la detersione. Spesso ce ne dimentichiamo, e lo facciamo solo quando dobbiamo rimuovere il trucco. La pelle deve invece essere detersa ogni giorno, per evitare che si accumuli sporcizia nei pori. Oltre a favorire la comparsa dei fastidiosi comedoni o punti neri, si favorisce anche l’allargamento dei pori, creando degli inestetismi della texture della pelle.

Una volta effettuata la detersione, la pelle deve essere idratata applicando una crema specifica. Ogni qualvolta si applichino delle creme, l’operazione va fatta con cura, massaggiando il volto con movimenti circolari fino a completo assorbimento del prodotto.

Per le pelli più giovani, possono essere utilizzate delle creme più leggere, spesso con consistenza acqua/gel. Mano a mano che si va avanti con l’età, anche per le creme idratanti bisogna scegliere prodotti più nutrienti, meglio se arricchiti con vitamine A, C ed E ed acido ialuronico. 

La vitamina C ha proprietà antiossidanti e stimola la produzione di collagene; la vitamina A ha un effetto levigante sulle rughe e sulle macchie della pelle, protegge le mucose e regola la produzione di sebo; la vitamina E ha anch’essa un effetto antiossidante, tanto da essere considerata un vero e proprio “scavenger” di radicali liberi. L’acido ialuronico ha un importante effetto idratante, perché lega a sé moltissime molecole di acqua.

Per le pelli più adulte – a partire già dai 35 anni – è necessaria anche l’applicazione di creme più specifiche, con effetto rassodante o antirughe. Oltre alle vitamine sopra citate e all’acido ialuronico, le creme antirughe possono contenere anche collagene idrolizzato, retinolo, idrossiacidi, ceramidi o peptidi. Esse possono altresì contenere antiossidanti naturali come i polifenoli, o sostanze grasse di derivazione vegetale come l’olio di Argan, o il burro di karité, che aiutano a riparare il film idrolipidico superficiale.

Ci sono anche altri fattori che possono influire negativamente sulla qualità della pelle, e sono da considerare fattori estrinseci, come l’alimentazione e lo stile di vita.

I cibi ricchi di vitamina C stimolano la produzione di collagene, per cui sono utili per migliorare la qualità della pelle. Lo stesso vale in generale per frutta e verdura, perché sono alimenti che contengono un’elevata percentuale di acqua, vitamine ed antiossidanti, e contribuiscono pertanto a mantenere l’idratazione della pelle ed a prevenire l’invecchiamento. Gli antiossidanti sono infatti sostanze che contrastano l’azione dei radicali liberi, molecole prodotte dall’organismo in grado di favorire l’invecchiamento cellulare.

Tra i fattori estrinseci, troviamo anche fattori ambientali. La pelle del viso è quella più esposta, per cui l’esposizione ad agenti atmosferici come sole, freddo o vento, negli anni può impattare negativamente sulla qualità della pelle. È più noto il fenomeno del foto-aging, causato dai raggi UV, mentre si sa meno sul fatto che il freddo tende a danneggiare il film idrolipidico superficiale, uno strato impermeabilizzante che protegge l’epidermide.

Migliorare la qualità della pelle del viso: i trattamenti di medicina estetica non invasiva

I Centri Medici di Eccellenza Radiesse® hanno a disposizione innovativi trattamenti non invasivi, con filler a base di idrossiapatite di calcio

Le microsfere di idrossiapatite di calcio formano una struttura di sostegno che è in grado di fornire ai fibroblasti del derma degli stimoli meccanici per produrre nuovo collagene ed elastina.

Il risultato? Un miglioramento graduale e continuo della qualità della pelle, in termini di texture, elasticità e luminosità. I risultati si riescono ad apprezzare al meglio dopo 3 settimane circa dalla seduta, tempo che occorre all’organismo per produrre quantità apprezzabili di collagene e elastina.

L’efficacia e la sicurezza sono garantite da 200 studi clinici e oltre 10 milioni di trattamenti effettuati nel mondo:  l’idrossiapatite di calcio è l’unico filler che può vantare 3 approvazioni FDA e un triplice effetto correttivo, liftante e biostimolante. Le microsfere vengono riassorbite e degradate naturalmente da parte dell’organismo.