Biostimolazione rigenerativa con idrossiapatite di calcio: risultati naturali e sicurezza

Biostimolazione viso con idrossiapatite di calcio

I dermal fillers a base di idrossiapatite di calcio per la biostimolazione viso, sono trattamenti sicuri e danno risultati molto naturali. Vediamo perché.

Con il contributo del Dott. Giuseppe Di Toro

 

I trattamenti di biostimolazione rigenerativa del viso sono tra i più innovativi ed efficaci in medicina estetica per il ringiovanimento del viso. Essi sono solo minimamente invasivi, ma danno risultati molto naturali ed armoniosi in termini di correzione delle rughe, delle lassità cutanee e di tutti gli inestetismi che possono derivarne, come ad esempio la perdita di definizione dell’ovale del volto e della linea mandibolare.

Il processo di invecchiamento è qualcosa di complesso, che coinvolge tutta la struttura del tessuto cutaneo, che è formato biologicamente da quattro diverse tipologie di tessuto: tessuto epiteliale, tessuto connettivo, tessuto adiposo e tessuto muscolare. 

Lo strato più esterno è un tessuto di tipo epiteliale, che va a costituire l’epidermide: cellule molto vicine le une alle altre con complessi sistemi di regolazione per controllare gli scambi con l’ambiente esterno. L’epidermide è poi coperta da una sorta di pellicola nota con il nome di film idrolipidico superficiale, formata da acqua e grasso, che ha un ruolo importante nella protezione degli strati più interni dagli stress di natura esterna e nel mantenimento dell’idratazione, perché aiuta a trattenere l’umidità.

Lo strato intermedio è conosciuto come derma, ed è composto da tessuto connettivo. I tessuti connettivi hanno generalmente una funzione di sostegno o riempimento, ed è così anche per il derma. Cellule specializzate, chiamate fibroblasti, producono due proteine fibrose molto importanti nella struttura della pelle: il collagene, e l’elastina. Collagene ed elastina formano nel derma una rete che funge da sostegno per l’epidermide, mantenendo la pelle compatta ed elastica. Sempre nel derma è presente acido ialuronico, una molecola che si lega all’acqua formando una matrice gelatinosa, che aiuta a mantenere spessori e volume della pelle.

Andando ancora più in profondità troviamo l’ipoderma, o più semplicemente il tessuto sottocutaneo. Qui troviamo il tessuto adiposo che va a costituire il pannicolo sottocutaneo ed il tessuto muscolare, ancorato alla struttura ossea. Il pannicolo adiposo aiuta ad ammortizzare gli stress meccanici esterni sulla pelle, e nello stesso tempo ne contribuisce a mantenere volumi e spessori. I muscoli sono invece più responsabili per il mantenimento del tono della pelle, ma il loro movimento, in particolare di quelli che sono i muscoli mimici del volto, è anche causa di formazione delle rughe di espressione, in genere le prime che compaiono con il tempo che passa.

La causa fisiologica principale dell’invecchiamento o meglio del cronoaging, è il rallentamento progressivo dell’attività dei fibroblasti del dermaLa produzione di collagene e di elastina inizia a diminuire già dopo i 25 anni di età, e nel tempo si genera un deficit nelle riserve e le molecole di nuova produzione non sono più sufficienti a sostituire le vecchie, che il nostro corpo degrada perché non sono più efficienti. Questo comporta una perdita di elasticità e compattezza della pelle, che nel viso si traduce inizialmente nella formazione delle rughe di espressione, e successivamente nel cedimento del tessuto verso il basso e la conseguente formazione delle rughe cosiddette gravitazionali

A questo dobbiamo aggiungere gli effetti del fotoaging, termine con il quale si identifica l’invecchiamento dovuto all’esposizione al sole o comunque a tutti gli altri fattori ambientali (es. basse temperature, ecc.) e vediamo che anche la texture della pelle perde la sua omogeneità e luminosità. Oltre a questo, i radicali liberi che si formano in eccesso, provocano un’eccessiva degradazione dell’acido ialuronico per cui la pelle perde spessore e volumi.

Il risultato è indubbiamente la comparsa delle rughe, accompagnata da una perdita di volume della pelle in punti strategici, quali ad esempio gli zigomi, che causa una lassità cutanea. La pelle cede verso il basso, e la definizione del terzo inferiore del volto, area che comprende naso, zigomi, guance e linea mandibolare, inevitabilmente si perde. 

I trattamenti di biostimolazione rigenerativa del viso, tra i quali i dermal fillers a base di microsfere di idrossiapatite di calcio immerse in gel di carbossimetilcellulosa, aiutano a contrastare i segni del tempo perché stimolano la produzione di nuovo collagene, e nello stesso tempo aiutano a riempire i volumi persi. Il viso assume un aspetto naturalmente più giovane e fresco.

Come cambiano i lineamenti del viso nel tempo: da triangolo rovesciato a triangolo dritto

Nell’invecchiamento si assiste ad una progressiva modificazione dei lineamenti del viso con un cambiamento di quello che è definito il triangolo della bellezza. Un viso giovane è caratterizzato da zigomi alti, guance ben rappresentate, linea della mascella ben definita, pelle liscia. Queste caratteristiche determinano una forma del viso che, volumetricamente, è più rappresentata nella parte superiore e si riduce gradualmente fino al punto più ristretto che è il mento. Nell’invecchiamento si verifica uno svuotamento delle tempie e delle guance, l’accentuazione dei solchi naso labiali e labio mentali, la perdita di definizione della linea mandibolare con scivolamento dei tessuti verso il basso. Ciò avviene perché tutti gli strati anatomici vanno incontro ad involuzione: la pelle si modifica in elasticità e spessore, l’osso si riduce, il grasso si ridistribuisce e riduce il suo volume, l’osso si assottiglia, il sistema muscolo legamentoso diventa più lasso e cedevole sotto l’effetto della forza di gravità. La conseguenza è la deformazione dell’ovale del viso che perde la sua bellezza e armonia di un tempo (da triangolo rovesciato diventa un triangolo dritto).

La sicurezza del dermal filler a base di idrossiapatite di calcio

La sicurezza di un device a base di idrossiapatite di calcio è legato principalmente alla dimensioni, alla forma e alle caratteristiche superficiali delle particelle: questi elementi svolgono tutti un ruolo nella modulazione della rigenerazione cutanea ma, anche, nella risposta immunitaria, poiché sono noti attivatori delle cellule immunitarie e possono aumentare il rilascio di citochine proinfiammatorie. La dimensione è, quindi, un aspetto importantissimo: particelle troppo piccole (<10 µm) vengono facilmente fagocitate, non comportano una durata d’azione significativa e possono aumentare l’infiammazione. Nell’idrossiapatite di calcio le dimensioni delle particelle sono ideali, comprese tra ( 25-45 μm)  di forma sferica e di dimensioni omogenee, il che contribuisce all’assenza di attivazione di cellule immunitarie e di citochine infiammatorie nei siti di iniezione e quindi alla quasi totale assenza di effetti indesiderati.