Ringiovanimento cutaneo: gli effetti del trattamento filler

Giulio Borbon
Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica
I filler di ultima generazione hanno un’azione biostimolante e aiutano ad ottenere un ringiovanimento cutaneo sempre più naturale e armonioso.
Con il contributo del Dott. Giulio Borbon
- Non solo rughe: come cambia il volto con il tempo
- Cosa sono i dermal filler e come agiscono
- Il trattamento a base di idrossiapatite di calcio
- Acido ialuronico o idrossiapatite di calcio?
I trattamenti attualmente più utilizzati in medicina estetica per il ringiovanimento cutaneo sono senza dubbio i filler. La tecnica è di tipo iniettabile e mini invasiva, si esegue in ambulatorio e non richiede anestesia. Gli aghi utilizzati sono sempre più sottili e garantiscono il massimo confort per il paziente.
Non solo rughe: come cambia il volto con il tempo
Ringiovanimento cutaneo non vuol dire solo eliminare le rughe. I segni dell’invecchiamento sono molteplici e riguardano anche la qualità della pelle. I primi a comparire sono le rughe di espressione, che si formano a causa della contrazione dei muscoli mimici del volto. Quando la pelle è giovane è più elastica, per cui quando i muscoli si distendono anche le rughe che si sono formate scompaiono. Con il tempo però l’elasticità della pelle diminuisce, e le rughe d’espressione si fissano sul volto. Con il tempo tendono ad accentuarsi.
I segni dell’invecchiamento non sono solo le rughe. Compaiono anche secchezza e lassità cutanea, che causano la formazione di rughe più profonde, le cosiddette rughe gravitazionali. Queste sono solchi che si formano in seguito allo scivolamento della pelle verso il basso per effetto della forza di gravità.
Altri tipi di rughe sono quelle derivanti dal fotoaging, ossia dall’esposizione cronica al sole. Sono rughe chiamate attiniche o anche da “tramatura cutanea”, e danno alla pelle un effetto simile al tessuto di una pergamena.
Per anni il trattamento più richiesto ed eseguito per il ringiovanimento cutaneo è stato il lifting chirurgico. Il medico esegue microincisioni per distendere la pelle, eliminando rughe e lassità. Il risultato è soddisfacente, ma a volte un po’ troppo “tirato”. Stiamo parlando di un intervento chirurgico, che richiede ricovero, anestesia e un periodo di convalescenza.
Oggi si cerca di agire prima, per evitare che i segni dell’invecchiamento diventino così evidenti da richiedere un intervento di lifting chirurgico. I filler aiutano a migliorare la qualità della pelle, a eliminare le rughe e a riempire il tessuto, prevenendone la caduta verso il basso a causa delle lassità.
I filler di ultima generazione associano l’effetto riempimento a un effetto biostimolante. La formulazione contiene delle molecole che stimolano la pelle a produrre nuovo collagene, una proteina del derma la cui progressiva diminuzione è legata all’invecchiamento cutaneo.
Il collagene è dai fibroblasti del derma, il tessuto connettivo dell’epidermide. Insieme all’elastina forma una rete solida e stabile che sostiene l’epidermide, mantenendola compatta ed elastica. La produzione di collagene però diminuisce con gli anni, e quindi diventano più evidenti i segni dell’invecchiamento.
Cosa sono i dermal filler e come agiscono
Il termine “filler” vuol dire letteralmente “riempitivo”. I dermal filler nascono come trattamenti di medicina estetica utili a rimpolpare la pelle eliminando rughe e lassità. Sono trattamenti di tipo iniettivo che utilizzano sostanze naturalmente presenti nell’organismo, quali ad esempio il collagene o l’acido ialuronico. L’acido ialuronico è un disaccaride in grado di legare molecole di acqua. Idrata il tessuto in profondità aumentandone il turgore e ripristinandone i volumi persi con l’età.
Esistono però dei filler di ultima generazione che uniscono all’effetto riempimento quello biostimolante. Contengono nella loro formulazione generalmente sempre un riempitivo, ma insieme ad una molecola che agisce stimolando il processo biologico di produzione del collagene.
I dermal filler sono dei trattamenti rivolti sia alle pelli più giovani che a quelle più adulte. Il nostro corpo inizia a diminuire la produzione di collagene a partire dai 25 anni di età. Le prime rughe di espressione compaiono intorno ai 30. I dermal filler possono essere personalizzati in composizione e diluizione, in modo tale da poter dare i risultati ottimali. Sia nella riduzione delle prime rughe nelle pelli giovani. che nella correzione dei segni dell’invecchiamento più evidenti nelle pelli adulte.
Il trattamento filler a base di idrossiapatite di calcio
Una delle molecole più promettenti disponibili è l’idrossiapatite di calcio. Formulata sotto forma di microsfere, fornisce ai fibroblasti uno stimolo meccanico per la produzione di nuovo collagene. L’idrossiapatite di calcio da un lato ha un effetto liftante, e dall’altro migliora la qualità della pelle.
Le microsfere sono immerse in un gel di carbossimetilcellulosa, sostanza che ha un effetto immediato di riempimento. Dopo una seduta di trattamento si hanno quindi dei risultati immediati in termini di riempimento. L’effetto liftante e la qualità della pelle migliorano nelle settimane successive, a mano a mano che l’organismo produce nuovo collagene.
Il trattamento a base di idrossiapatite di calcio si è dimostrato efficace per la correzione di diversi inestetismi:
- Armonizzare l’ovale del volto
- Ripristinare i volumi di zigomi, guance e tempie
- Distendere le rughe naso-labiali e della marionetta
- Ridefinire la linea mandibolare
- Caratterizzare il mento
- Restituire luminosità al volto
- Migliorare la qualità della pelle
- Ringiovanire il dorso delle mani.
Acido ialuronico o idrossiapatite di calcio?
L’acido ialuronico è una sostanza che ha prevalentemente un effetto riempitivo. Idrata la pelle in profondità, ripristina volume e un naturale turgore. La pelle è più corposa, liscia e morbida. Possiamo però considerarlo come un filler ad effetto quasi esclusivamente riempitivo. Permette di eliminare le rughe e ripristinare i volumi persi con l’età.
L’idrossiapatite di calcio associa all’effetto riempitivo anche l’azione biostimolante. Stimola i fibroblasti a produrre nuovo collagene. Questo permette di ottenere un effetto liftante che dura più a lungo e di migliorare le linee del volto. In particolare del terzo inferiore che è la parte che risente di più degli anni che passano.
Entrambi sono biocompatibili e riassorbibili. L’acido ialuronico può essere più indicato per le pelli più giovani, ma su pelli più adulte l’idrossiapatite di calcio è in grado di dare risultati più duraturi, personalizzati e strutturati.
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