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Fotoaging: riparare ai danni del sole sulla pelle

Come riparare ai danni del sole sulla pelle e ai segni del fotoaging

L’esposizione cronica al sole favorisce nel tempo l’invecchiamento cutaneo da fotoaging. Come fare per prevenire il più possibile i danni del sole? E come riparare?

Con il contributo della Dott.ssa Gabriella Gentili

I benefici del sole e l’importanza della prevenzione

Il sole ha numerosi effetti benefici sul nostro organismo: migliora l’umore, rafforza ossa e sistema immunitario grazie alla produzione di serotonina e vitamina D. Anche chi non ama il caldo intenso riconosce quanto le giornate più lunghe e luminose influiscano positivamente sul benessere, soprattutto nelle stagioni più miti.

Esporsi al sole con consapevolezza è importante. Sappiamo che i raggi solari accelerano l’invecchiamento della pelle. Per questo motivo è fondamentale proteggersi sempre, non solo quando compaiono le prime rughe, ma già in giovane età.

Oggi c’è una maggiore attenzione al tema, anche grazie alle informazioni diffuse online. In passato, invece, la protezione solare veniva usata soprattutto per evitare scottature, spesso solo da chi aveva la pelle molto chiara. Non era ancora diffusa la consapevolezza che proteggere la pelle significa anche prevenire il fotoaging, cioè l’invecchiamento causato dai raggi UVA e UVB.

I danni del sole andrebbero prevenuti il più possibile, ma oggi è anche possibile intervenire per migliorarli. La medicina estetica offre trattamenti mini invasivi che rigenerano la pelle attraverso la biostimolazione, attenuando visibilmente i segni del tempo su viso e mani.

Tra le soluzioni più innovative c’è l’idrossiapatite di calcio, utilizzata nei filler sotto forma di microsfere. Questa sostanza stimola i fibroblasti a produrre nuovo collagene, la proteina fondamentale per mantenere la pelle compatta ed elastica, la cui produzione diminuisce con l’età.

L’aumento del collagene ha un effetto rigenerante: le rughe si attenuano e la pelle appare più liscia, tonica e luminosa. I trattamenti a base di idrossiapatite di calcio sono efficaci sia sul viso che sulle mani, zone particolarmente esposte ai segni del fotoaging.

Danni del sole sulla pelle: i segni del fotoaging sul viso

Gli effetti del fotoaging sulla pelle sono principalmente una maggiore secchezza (sensazione della pelle “che tira”) accompagnata da rughe particolari, chiamate attiniche oppure da tramatura cutanea.

Per capire quali sono queste tipologie di rughe, pensiamo alla pelle di una persona in là con gli anni che nella propria vita ha lavorato prevalentemente all’aria aperta. Le rughe attiniche sono quelle che danno alla pelle un aspetto che ricorda quello di un foglio di carta sgualcito, oppure quello di una pergamena (non a caso, le chiamiamo rughe da tramatura cutanea).

Le rughe da fotoaging sul viso si manifestano principalmente nelle zone del contorno occhi, intorno alle labbra, al centro delle sopracciglia, sul collo e su décolleté. La pelle perde tono ed elasticità ed appare più secca e desquamata. Oltre a questo, il sole può favorire la comparsa di macchie solari, lentiggini ed efelidi.

Danni del sole sulla pelle: i segni del fotoaging sulle mani

La secchezza provocata dal fotoaging deriva anche da una più massiccia degradazione dell’acido ialuronico, che avviene ad opera dei radicali liberi in eccesso, i quali vanno ad attivare la ialuronidasi che è proprio l’enzima che ha la funzione di degradare l’acido ialuronico.

L’acido ialuronico è indispensabile per l’idratazione della pelle, perché possiede una struttura in grado di legarsi a moltissime molecole di acqua, formando nel derma una matrice gelatinosa che dona alla pelle compattezza e volumi. I raggi UVA e UVB incrementano la produzione di radicali liberi da parte dell’organismo. Questi si accumulano in eccesso, perché le normali risorse dell’organismo non sono abbastanza per eliminarli efficacemente. I radicali liberi sono molecole chimiche molto reattive. Sono prodotte dall’organismo e degradate. Ma quando prodotte in eccesso si accumulano provocando danni alle nostre cellule e favorendo la degradazione dell’acido ialuronico, e quindi un’eccessiva secchezza della pelle.

Le mani sono, insieme al viso, la parte del corpo sempre esposta agli agenti esterni, tra i quali per l’appunto il sole. I segni del fotoaging sulle mani sono paradossalmente ancora più evidenti, anche solo perché non prestiamo certamente alle mani le stesse cure che prestiamo al viso. Quanti di noi applicano la crema protettiva solare anche sulle mani? In quanto ci dedichiamo, almeno una volta alla settimana, ad una skin care del dorso della mano? La pelle delle mani va curata così come quella del viso. 

I principali segni del fotoaging sulle mani sono certamente le rughe da tramatura cutanea, una maggiore secchezza del tessuto cutaneo, che appare subito ruvido al tatto, la desquamazione della cute, e la comparsa di macchie, quelle conosciute proprio come macchie da senescenza.

Riparare i danni del sole: protezione e skincare

Penserete che prevenire ormai è tardi, quando già sono comparsi i segni dell’invecchiamento della pelle. In realtà non è così, perché la prevenzione va fatta sempre. Certo, sarebbe stato meglio pensarci anche prima, ma se iniziamo a prenderci maggiore cura della nostra pelle otterremo comunque nel tempo dei benefici.

Ricordiamo quindi di proteggere sempre la pelle dal sole, in particolare viso, mani, collo e décolleté, che sono le zone nelle quali il tessuto cutaneo è più sottile e più sensibile, nonché quelle che sono sempre esposte al sole e ad altri potenziali fattori di stress esterni. La crema solare va scelta con un SPF adeguato in base al proprio fototipo di pelle, ma per queste zone più delicate è sempre meglio optare per un SPF leggermente più alto, anche se siamo un fototipo con pelle e occhi scuri.

La crema solare aiuta infatti anche a mantenere la pelle più idratata ed elastica. Dopo l’esposizione solare procediamo sempre con la nostra skin care giornaliera, applicando una crema idratante e nutriente, insieme ad un siero riparatore a base di acido ialuronico o collagene.

Riparare i danni del sole: la medicina estetica

In medicina estetica sono disponibili trattamenti filler che possono essere eseguiti sia sul viso e sia sul dorso delle mani. La bellezza andrebbe infatti curata a 360 gradi, perché un viso dalla pelle liscia e levigata non sarebbe in armonia con delle mani ruvide e rugose.

Una formulazione filler innovativa, versatile ed efficace è quella a base di microsfere di idrossiapatite di calcio immerse in una matrice di carbossimetilcellulosa. La matrice dà il classico effetto rimpolpante tipico di tutti i filler, per cui restituisce alla pelle volumi e compattezza. L’idrossiapatite di calcio stimola invece la produzione di collagene, e quindi una ristrutturazione profonda del tessuto cutaneo.

Il trattamento biostimolante a base di idrossiapatite di calcio, come sottolinea la Dott.ssa Gabriella Gentili, Centro Medico di Eccellenza Radiesse, agisce anche sulla qualità della pelle: “Oggi non parliamo solo di volumi e ridefinizione delle linee del volto, ma anche di skin quality: la cura della pelle è al centro del benessere del paziente di medicina estetica.”

Con questa tipologia di filler c’è un effetto ringiovanente per una parte immediato, ma che poi migliora nelle settimane successive, man mano che l’organismo produce nuovo collagene.

 

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