Mani rugose e pelle assottigliata: il ruolo dei filler biostimolanti
Le mani rugose sono un segno evidente dell’invecchiamento cutaneo, ma i filler biostimolanti possono aiutare migliorando compattezza e spessore della pelle.
Con il contributo del Dott.ssa Maria Stella Tarico
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Invecchiamento cutaneo delle mani: quali segni osserviamo
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Perché l’inverno accelera l’invecchiamento delle mani
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La skincare delle mani in inverno: prevenzione e supporto ad eventuali trattamenti estetici
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Filler biostimolanti a base di idrossiapatite di calcio: come agiscono sulle mani
Parlando di invecchiamento cutaneo, il discorso si concentra quasi sempre esclusivamente sul viso: rughe d’espressione, zigomi cadenti, perdita di definizione della linea mandibolare. Difficilmente pensiamo alle mani, eppure sono una delle aree del corpo più esposte agli agenti esterni e, al tempo stesso, tra le meno protette nella routine quotidiana di prevenzione dell’invecchiamento.
Sentiamo parlare sempre di skincare della pelle del viso: la classica con latte detergente e tonico, l’innovativa skincare coreana tanto esaltata dalle influencer, le maschere viso al collagene, ma mai niente e nessuno che ci parli della cura delle mani e della prevenzione dell’invecchiamento cutaneo anche in questa parte del corpo, mentre anno dopo anno ci rendiamo conto che è sempre più difficile, soprattutto d’inverno, mantenerne la pelle morbida e liscia.
Dal punto di vista biologico, l’invecchiamento cutaneo delle mani è un processo complesso che coinvolge tutti i livelli della pelle. Con il passare degli anni si assiste ad una progressiva riduzione del collagene, dell’elastina e dell’acido ialuronico endogeno, elementi fondamentali per il mantenimento della compattezza e dell’elasticità cutanea. Nello stesso tempo lo strato adiposo sottocutaneo perde spessore, rendendo la pelle meno resistente a potenziali stress di natura meccanica. A questi cambiamenti intrinseci si aggiungono fattori estrinseci, come l’esposizione solare cronica e le condizioni ambientali avverse, le quali accelerano ulteriormente il processo di invecchiamento.
Negli ultimi anni, la medicina estetica ha sviluppato approcci sempre più specifici per il trattamento dell’invecchiamento delle mani. Tra questi, i filler biostimolanti a base di idrossiapatite di calcio si sono affermati come una delle soluzioni più efficaci e scientificamente validate. A differenza dei filler puramente volumizzanti, questi prodotti agiscono stimolando la produzione endogena di collagene, migliorando progressivamente la qualità e lo spessore della pelle.
Invecchiamento cutaneo delle mani: quali segni osserviamo
Le mani tendono a mostrare precocemente i segni del tempo, perché oltre a subire le conseguenze del naturale processo biologico di invecchiamento, vengono utilizzate costantemente nelle attività di ogni giorno, sottoposte a lavaggi frequenti, detergenti aggressivi, variazioni climatiche e raggi ultravioletti, per cui sono costantemente esposte a quelli che si definiscono fattori estrinseci (o ambientali) di invecchiamento. Non è raro osservare un evidente contrasto tra un viso ancora giovane e curato e mani dall’aspetto invecchiato, caratterizzate da pelle assottigliata, rughe diffuse e maggiore visibilità delle strutture sottostanti. Le mani rugose rappresentano un inestetismo più comune di quanto ci si aspetti, ma viene spesso sottovalutato.
Le mani rugose sono il risultato di un progressivo processo di invecchiamento cutaneo che interessa sia l’epidermide, sia il derma e il tessuto sottocutaneo. A livello epidermico, si osserva una riduzione del turnover cellulare ed un assottigliamento dello strato corneo, che rende la pelle meno resistente e più vulnerabile agli agenti esterni. Questo si traduce anche in una texture irregolare, perdita di luminosità e maggiore fragilità cutanea.
Nel derma, la diminuzione delle fibre di collagene ed elastina comporta una perdita di sostegno strutturale. La pelle perde elasticità e tonicità, favorendo la comparsa di rughe sottili e diffuse. A questi cambiamenti si associa la riduzione del tessuto adiposo sottocutaneo, che contribuisce a rendere più evidenti vene, tendini e strutture ossee, conferendo alle mani un aspetto scavato e invecchiato.
Perché l’inverno accelera l’invecchiamento delle mani
La stagione invernale rappresenta un momento particolarmente critico per la salute della pelle delle mani. Le basse temperature inducono vasocostrizione periferica, riducendo l’apporto di ossigeno e nutrienti ai tessuti. Questo rallenta i meccanismi di rigenerazione cellulare, compromettendo la capacità della pelle di mantenere un adeguato livello di idratazione.
Un ruolo centrale in questo contesto è svolto dal film idrolipidico superficiale, un sottile strato di acqua e lipidi che protegge la pelle dalla disidratazione e dagli agenti esterni, come una sorta di pellicola protettiva. In inverno, questo film tende ad assottigliarsi ed a perdere efficacia, aumentando la perdita transepidermica di acqua. Il risultato è una pelle secca, disidratata e più incline a screpolature e microfessurazioni.
Le mani in inverno sono, inoltre, esposte a frequenti sbalzi termici, passando rapidamente da ambienti freddi all’esterno a spazi riscaldati e secchi all’interno. Questa alternanza mette ulteriormente sotto stress la barriera cutanea, favorendo la comparsa di secchezza e di rughe sulle mani, soprattutto in soggetti predisposti o con pelle già fragile.
La skincare delle mani in inverno: prevenzione e supporto ad eventuali trattamenti estetici
Una corretta skincare delle mani rappresenta il primo passo nella prevenzione e nel rallentamento dell’invecchiamento cutaneo, oltre a costituire un supporto fondamentale ad eventuali trattamenti di medicina estetica.
La routine quotidiana di skincare mani dovrebbe prevedere:
- Utilizzo detergenti e saponi delicati, a basso potere sgrassante, per preservare l’integrità del film idrolipidico superficiale.
- Applicazione regolare (più volte al giorno) di creme emollienti e restitutive, preferibilmente arricchite con sostanze umettanti come glicerina o acido ialuronico, lipidi fisiologici e attivi lenitivi, per contribuire a mantenere un adeguato livello di idratazione e rafforzare la funzione barriera della pelle.
- Fotoprotezione: anche il sole invernale emette raggi ultravioletti, in particolare di tipo A (UV-A), i quali favoriscono la formazione di radicali liberi e quindi l’invecchiamento. Utilizzare filtri solari ad ampio spettro anche sulle mani è utile sia in inverno e sia in estate, per prevenire fotoinvecchiamento e comparsa discromie e comparsa di macchie senili.
Nei mesi invernali è consigliabile inoltre indossare sempre guanti protettivi quando si esce all’esterno, onde evitare di sottoporre le mani a temperature troppo basse e quindi ridurre il rischio di screpolature e microlesioni.
Filler biostimolanti a base di idrossiapatite di calcio: come agiscono sulle mani
I filler biostimolanti a base di idrossiapatite di calcio rappresentano una soluzione avanzata per il trattamento delle mani rugose, in particolare durante il periodo invernale. L’idrossiapatite di calcio è una sostanza biocompatibile e riassorbibile, utilizzata in medicina estetica per la sua capacità di stimolare la neocollagenesi.
Una volta iniettata nel derma profondo o nel sottocute attraverso degli aghi sottilissimi, l’idrossiapatite di calcio agisce come un’impalcatura temporanea che favorisce l’attivazione dei fibroblasti. Questo processo stimola la produzione di nuovo collagene, migliorando progressivamente lo spessore, la compattezza e la qualità della pelle. L’effetto non è immediato solo in termini volumetrici, ma si sviluppa nel tempo attraverso un rimodellamento biologico dei tessuti.
Il trattamento delle mani con filler biostimolanti consente di ottenere un miglioramento visibile ma naturale: la pelle appare più compatta, uniforme e resistente, con una riduzione della visibilità di vene e tendini. Inoltre, i tempi di recupero sono minimi, permettendo un rapido ritorno alle normali attività quotidiane. In un’ottica di medicina estetica moderna e rigenerativa, il trattamento delle mani assume un ruolo sempre più centrale, soprattutto durante i mesi invernali, quando la pelle è maggiormente esposta a fattori di stress ambientale.
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