Filler a base di idrossiapatite di calcio triplice effetto lifting

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Con il contributo della Dr. Rocco Carfagna

Il viso è la parte la parte del corpo nella quale si vedono prima i segni dell’invecchiamento cutaneo. Da una parte perché il corpo rimane più protetto, mentre il viso è continuamente esposto, ad esempio, a potenziali fattori di stress derivanti dall’ambiente esterno, come ad esempio i raggi solari o le basse temperature. Dall’altra perché è una regione più piccola, nella quale quindi tali inestetismi sono particolarmente concentrati, e che guardiamo allo specchio tutti i giorni.

I primi segni dell’invecchiamento cutaneo che compaiono sul viso sono le rughe d’espressione. Queste derivano dal movimento che fanno i muscoli mimici del volto nelle varie espressioni che caratterizzano le nostre giornate. Quando siamo accigliati si forma quella ruga verticale tra le due sopracciglia, che chiamiamo ruga glabellare. Se siamo preoccupati, oppure pensierosi o concentrati nello scrivere un’email davanti al pc, spesso compaiono le rughe frontali: orizzontali sulla fronte, non a caso sono anche chiamate le “rughe del pensatore”. Quando ridiamo si formano le rughe nasolabiali, o ancora se strizziamo particolarmente gli occhi si formano quelle rughette agli angoli comunemente chiamate le “zampe di gallina”.

Le rughe d’espressione si fissano sul volto perché negli anni la pelle perde elasticità. Quando abbiamo poco più di 20 anni, una volta che i muscoli si distendono dopo aver mimato una qualsiasi espressione, la pelle torna ad essere liscia ed omogenea. Andando avanti con l’età invece, le rughe tendono a fissarsi ad accentuarsi.

Un altro segno dell’invecchiamento cutaneo che caratterizza il volto è la perdita dei volumi e della definizione dei lineamenti. La pelle perde il suo naturale tono e inizia a cedere verso il basso per effetto della forza di gravità. Questo accade anche perché con il tempo i volumi si svuotano, e quindi la pelle non è più soda e compatta come lo era qualche anno prima.
La prima zona del viso nella quale si evidenzia questa perdita di tono e dei volumi è quella degli zigomi, i quali si svuotano e scivolano verso il basso portando con sé anche le guance. In questo modo anche la linea mandibolare perde definizione e appare più smussata. Il volto assume un aspetto decisamente più cadente, in particolare a livello del terzo inferiore (la parte compresa tra gli zigomi e la linea mandibolare).

Per combattere questi inestetismi e donare al viso un aspetto più liftato, in medicina estetica sono utilizzati con successo i trattamenti di tipo iniettivo. I filler vanno a riempire i volumi e di conseguenza contribuiscono a risollevare la pelle e restituire tono e compattezza al volto. I trattamenti iniettivi di ultima generazione hanno inoltre un vero e proprio effetto liftante, perché operano anche una biorivitalizzazione del tessuto, perché contengono nella loro formulazione delle sostanze che riescono a stimolare quei processi biologici che rallentano con gli anni che passano.

Invecchiamento cutaneo, perdita di tono e volumi del volto: quali sono le cause

Le cause dell’invecchiamento cutaneo sono attribuibili a processi biologici e fattori ambientali

Per quanto riguarda il primo gruppo e quindi quelli che sono i processi biologici, vediamo che la molecola chiave è il collagene. Proteina tra le più abbondanti presenti nel corpo umano, il collagene si trova nel derma, lo strato intermedio del tessuto cutaneo. Nel derma forma, insieme ad un’altra proteina chiamata elastina, una rete che funge da vero e proprio scheletro di sostegno per l’epidermide

Il collagene è prodotto direttamente nel derma da cellule chiamate fibroblasti, la cui attività con l’età che avanza inizia a rallentare in maniera graduale ma progressiva. Questo porta nel tempo ad avere un deficit nelle riserve di collagene. La rete perde efficienza, e di conseguenza il tessuto cutaneo perde elasticità e compattezza, dando spazio alla formazione delle rughe e favorendo la lassità cutanea.

Un’altra molecola biologica molto importante per il mantenimento dei volumi del volto è l’acido ialuronico. Non è una proteina ma uno zucchero, con una struttura chimica che gli permette di legare tantissime molecole di acqua. Acido ialuronico e acqua formano quindi una matrice gelatinosa, la quale insinuandosi nella rete di collagene ed elastina va a creare quei volumi che caratterizzano il volto.

Con il tempo però, anche le riserve di acido ialuronico diminuiscono. Uno dei motivi principali è l’accumulo di radicali liberi nell’organismo, i quali riescono ad attivare l’enzima che degrada questa preziosa molecola. I radicali liberi vengono prodotti dal normale metabolismo cellulare ma ci sono fattori esterni quali tabagismo, consumo frequente di alcuni cibi, ecc. che ne possono incrementare la produzione. Si producono più radicali liberi anche quando ci si espone al sole, in particolare se nelle ore più calde e senza protezione

Ricordiamoci che un’alimentazione ricca di vitamine e di antiossidanti, contenuti in abbondanza nella frutta e nella verdura di stagione, nella frutta secca a guscio ed in alcuni oli vegetali come quello extravergine di oliva, aiutano a neutralizzare l’azione dei radicali liberi. Contro le cause biologiche invece possiamo agire per lo più attraverso i trattamenti di tipo riempitivo e biostimolante, quali ad esempio i filler di ultima generazione.

I trattamenti filler

I filler sono tradizionalmente dei trattamenti di tipo riempitivo. Sono trattamenti che iniettano nel sottocute dei prodotti che vanno a riempire i volumi persi ed a restituire di conseguenza tono e volumi.

La sostanza più utilizzata attualmente è proprio l’acido ialuronico, una sostanza naturalmente presente nell’organismo per cui assolutamente biocompatibile e praticamente priva di effetti collaterali.

Esistono però delle formulazioni più innovative, le quali uniscono all’effetto riempitivo anche un effetto liftante, migliorando compattezza, elasticità e qualità del tessuto cutaneo. Esse sono composte da una molecola ad azione più prettamente riempitiva, ed un’altra ad azione biostimolante. Un esempio sono le microsfere di idrossiapatite di calcio immerse in un gel di carbossimetilcellulosa: quest’ultimo opera un’azione riempitiva, mentre le microsfere di idrossiapatite di calcio stimolano i fibroblasti del derma a produrre nuovo collagene.