Perché scegliere la biostimolazione rigenerativa con idrossiapatite di calcio

Perché scegliere la biostimolazione rigenerativa con idrossiapatite di calcio

L’idrossiapatite di calcio è utilizzata in medicina estetica nei trattamenti di biostimolazione rigenerativa per il ringiovanimento del tessuto cutaneo.

Con il contributo della Dr.ssa Maria Cristina D’Aloiso

La pelle è l’organo più esteso del corpo umano ed in quanto tale svolge funzioni importanti per la nostra salute. Come prima cosa, la pelle è una protezione: protegge i nostri organi ed i nostri tessuti più profondi dall’azione potenzialmente dannosa degli agenti esterni. Essa non si limita però a svolgere una funzione protettiva, ma attraverso la traspirazione (che vediamo molto chiaramente con la sudorazione) regola la temperatura corporea, mantiene l’equilibrio idrico e l’umidità superficiale del tessuto. Essa è inoltre il nostro organo sensoriale: recepisce gli stimoli esterni (olfattivi, tattili, ecc.) e comunica con il nostro sistema nervoso per generare delle reazioni di risposta.

La pelle è anche però lo “specchio” della nostra età. Il tessuto cutaneo cambia con gli anni che passano, e manifesta gradualmente rughe, lassità cutanee, secchezza, ecc. D’altronde, l’invecchiamento è un processo biologico naturale che coinvolge tutti i tessuti e gli organi del nostro corpo, per cui non poteva certo risparmiare la pelle. E dato che la pelle rappresenta proprio il “tramite” tra lo stato di salute interno del nostro organismo e l’esterno, è proprio lì che si manifestano i segni principali.

Uno dei primi segni visibili dell’invecchiamento cutaneo sono certamente le rughe. Parliamo in particolare delle rughe di espressione, che sono quelle che si formano in risposta alla contrazione dei muscoli mimici del volto. Abbiamo le rughe frontali, orizzontali sulla fronte, dette anche “rughe del pensatore”. Abbiamo quelle intorno agli occhi, comunemente conosciute come “zampe di gallina”. E ancora la glabellare, verticale nel punto al centro tra le sopracciglia, e le nasolabiali, tra il naso e gli angoli delle labbra.

Queste rughe si formano quando mimiamo le varie espressioni, e scompaiono quando distendiamo il volto. Con gli anni che passano, però, queste rughe tendono a fissarsi nelle cosiddette “rughe di espressione”, che sono le prime a manifestarsi, già intorno ai 30-35 anni di età. Le rughe di espressione compaiono soprattutto perché la pelle nel tempo perde elasticità, risultato di una diminuzione nella produzione di collagene e di elastina nel derma. La pelle non riesce più a tornare perfettamente distesa dopo che i muscoli mimici si sono contratti, proprio perché perde elasticità. Si formano allora delle linee sottili, che nel tempo si tramuteranno in rughe vere e proprie.

La perdita di compattezza del tessuto è sempre causata dalla progressiva deplezione delle riserve di collagene e di elastina: si arriva infatti ad un momento nel quale le nuove molecole sintetizzate non sono più sufficienti a rimpiazzare quelle vecchie, le quali vengono eliminate dall’organismo stesso perché hanno ormai perso efficienza. Per cominciare a vedere la presenza di lassità cutanee si deve arrivare però intorno ai 40 anni. 

La diminuzione delle riserve di collagene ed elastina è inoltre associata a una diminuzione della densità della pelle. La pelle invecchiata tende infatti a trattenere meno l’umidità, aspetto che la fa diventare più secca e meno elastica. La perdita di densità del tessuto cutaneo, unita ad un’aumentata lassità, porta i volumi del volto a “svuotarsi” e la pelle a cedere verso il basso formando in alcuni punti delle pieghe, le quali daranno origine a quelle che chiamiamo rughe “gravitazionali”, che si manifestano nelle pelli più adulte. La maggiore lassità della pelle porta inoltre ad una perdita della definizione dell’ovale del volto: i contorni appaiono più smussati, in particolare nel terzo inferiore, a livello della linea mandibolare.

Per contrastare la comparsa dei segni dell’invecchiamento cutaneo, la medicina estetica utilizza oggi i trattamenti di biostimolazione rigenerativa, che consistono in microiniezioni a livello sottocutaneo di molecole ad azione biostimolante. Una di queste è l’idrossiapatite di calcio, che stimola i fibroblasti del derma a produrre nuovo collagene.

Cos’è e come agisce l’idrossiapatite di calcio nella pelle?

L’idrossiapatite di calcio è una molecola completamente biocompatibile caratterizzata dalla sua composizione a microsfere e da una elevata viscosità. A livello dermico provoca una reazione infiammatoria mediata dalle cellule giganti ed una migrazione di macrofagi, con conseguente attivazione dei fibroblasti e nuova deposizione di collagene.

Cos’è la biostimolazione rigenerativa?

Si tratta di una procedura ambulatoriale mesoterapica che ha lo scopo di “rigenerare” il tessuto sottocutaneo e la cute. Si ottiene attraverso l’inoculo dermico di molecole che stimolano i fibroblasti ad aumentare la produzione di collagene, migliorando skin texture e skin quality e incrementando lo spessore dermico.

Dopo quanto tempo vedrò gli effetti del trattamento e quanto durano?

Vi è un duplice effetto terapeutico visibile in tempistiche differenti: vi è un istantaneo effetto lifting dovuto all’azione del gel vettore a base di carbossimetilcellulosa che attenua rughe e pieghe facciali di grado moderato e severo. Tale effetto dura circa 1-3 mesi e viene seguito dal secondo effetto terapeutico dovuto all’azione delle microsfere di idrossiapatite di calcio che incrementano nel tempo tono e volume del tessuto intradermico e sottocutaneo delle aree più critiche come profilo mandibolare, guance, zigomi e mento.

Il trattamento prevede downtime?

Nessun downtime: i pazienti possono riprendere immediatamente dopo il trattamento ambulatoriale i propri impegni professionali e sociali.

A chi possono rivolgermi per sottopormi al trattamento?

Sicuramente è opportuno rivolgersi ad un medico con training specifico nell’impiego di questo device medico. Per tutti i pazienti è disponibile online un elenco di centri medici “certificati” per l’utilizzo di filler a base di idrossiapatite di calcio.